Michael Pacher

GALLERIA DI IMMAGINI

Le notizie sulla vita di Michael Pacher sono giunte fino a noi solo attraverso pochi documenti quali fatture, contratti, ricevute ecc.

Nacque probabilmente fra il 1430 ed il 1432, forse a Brunico o nelle immediate vicinanze, Fra il 1443 ed il 1445 iniziò l'apprendistato di bottega in Via Centrale. Come si usava a quei tempi, ai quattro anni di apprendistato seguirono due anni di tirocinio finerante che lo condussero tra l'altro a Padova (1450 ca.) dove entrò in contatto con le cerchie artistiche di Jacopo Bellini, Donatello ed Andrea Mantegna.

Pacher possedeva a Brunico il diritto di cittadinanza e di esercitare un'arte; era sposato con una certa Ottilia di cui non ci è noto il casato. Dei suoi figli, oltre a Hans, ci è noto solo il nome di una figlia, Margarete, che era sposata con il doganiere vescovile di Chiusa Kaspar Neuhauser.

Molti indizi fanno ritenere che Pacher abbia avuto contatti con i circoli artistici fiamminghi (viaggio in Olanda e lungo il Reno). È dimostrato anche un suo soggiorno alla corte ducale di Mantova.

Nella sua bottega operavano numerosi lavoranti fra cui il figlio Hans Pacher, Friedrich Pacher (non è noto se fosse in rapporti di parentela con il maestro), il noto Max Reichlich e molti altri.

Nel 1495 Pacher si trasferì con la sua bottega a Salisburgo per realizzare, ovvero ultimare, la costruzione dell'altare maggiore nell'allora chiesa parrocchiale (oggi dei Francescani). Lì morì, probabilmente fra il 7 luglio ed il 14 agosto dei 1498.

Brunico nel secolo di Michael Pacher

Dr. Hubert Stemberger

La città, fondata dal vescovo di Bressanone Bruno von Bullenstätten e Kirchberg, un conte svevo, compare per la prima volta in un documento il 28 febbraio 1256. La costruzione del castello e della città potrebbe essere iniziata intorno al 1251 poiché all'epoca il balivo dei vescovo, il conte Alberto dei Tirolo, che nel frattempo si era appropriato della sovranità di gran parte della contea vescovile nella Pusteria centrale, si era venuto a trovare insieme al genero Mainardo di Gorizia in una situazione critica nel corso di una disputa con l'arcivescovo di Salisburgo. Il vescovo Bruno sfruttò la situazione per mettere al sicuro quanto restava dei suoi domini in questa zona. Questa preoccupazione contribuì probabilmente anche al fatto che la città fu rapidamente avviata ad una prima ultimazione poiché, già 50 anni dopo la prima citazione documentale, 15 cittadini vennero esentati dalle tasse a patto che continuassero la costruzione delle mura. Brunico venne indicata nei primi decenni quale borgo mercantile, ma la costruzione di mura e del fossato fanno riferimento fin dall'inizio al fatto che si trattava della costruzione di una città fortificata. A partire dalla metà del XIV secolo si parla quasi esclusivamente di "stat", ovvero di "città". Nel 1378 essa ottenne dal vescovo Friedrich von Erdingen un privilegio e poco tempo dopo dall'imperatore il diritto di tenere mercato ed il tribunale. Nonostante tutti questi diritti la città rimase però per oltre tre secoli alle dipendenze della parrocchia di S. Lorenzo.

All'epoca a Brunico esistevano già tre chiesette ed una canonica che poteva ospitare sei preti. Al limite orientale di Ragen sorgeva già prima del 1300 una chiesa dedicata a Nostra Signora che doveva rivestire una certa importanza poiché vi si trovava un cimitero, circostanza dimostrata da una lapide con la seguente iscrizione: "A.D.M.C.C.C. allda hie lait Jakob Kirchmair von Ragen und sein Wirtin den got genad".

La prima chiesa all'interno della cinta muraria, originariamente una cappelletta dedicata allo Spirito Santo ed ai santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista, fu fondata da Niklas von Stuck ed edificata dalla sua vedova Agnes con il consenso dei suoi cognati Chunrat e Hainreich nel 1345. Il parroco di S. Lorenzo, Hainreich von Herwishofen, s'impegnò in quell'anno per sé e per i suoi successori a mantenere in eterno un prete in parrocchia che vi dicesse tutti i giorni all'alba una messa cantata o letta e che pregasse ogni domenica in memoria di Niklas Stuck. Nel 1370 Nyklaus von Stuck fece una consistente offerta per il mantenimento dei quattro preti che avrebbero dovuto dir messa nella chiesa di Nostra Signora ed in quella ai piedi del castello.
Certamente per l'impressione generata dall'epidemia di peste che nel 1348 aveva mietuto molte vittime anche nei dintorni di Brunico, Heinrich von Stuck fece una fondazione per la costruzione di un ospedale che venne realizzato negli anni successivi. Contemporaneamente venne eretta una chiesa in onore dello Spirito Santo, togliendo così il patrono a quella ai piedi dei castello che successivamente, già ingrandita, fu dedicata a S. Caterina. L´"ospedale della povera gente", come veniva sempre chiamato, raggiunse l'agiatezza ed una certa autonomia grazie ad un beneficio della famiglia Sbil nel 1450. L´amministrazione era soggetta ad un apposito prevosto.

La cura e l'approvvigionamento dei malati e dei sofferenti rimase per molto tempo, nonostante l'ospedale, nelle mani delle confraternite e delle corporazioni in cui si erano riuniti gli artigiani. Inoltre c'era una comunità femminile paramonastica, le beghine, che si dedicava alla stessa attività. Esse comparvero già nel XII secolo nei Paesi Bassi e si diffusero poi in molti paesi europei. La prima notizia della loro presenza a Brunico risale al 1430 quando il 25 gennaio, giornata della conversione di S. Paolo, Niklas Forster, parroco di S. Lorenzo, dichiara che egli, insieme a dei cittadini, ha partecipato alla suddivisione di un'eredità in cui la pia sorella Christein die Jücklin ha lasciato i suoi beni alla casa delle beghine nel "paese di sopra" (oggi Ragen di Sopra) a Brunico. Questa comunità fu più volte ostacolata, ma infine confermata dal papa. Dopo la metà dei XVI secolo le beghine paiono aver lasciato la città.

L'"ospedale della povera gente", da cui dipendevano anche i due bagni pubblici, non potè in un primo momento fare molto di più di quanto avevano fatto le confraternite e le beghine, ma la ricapitolazione e le offerte in aumento in favore dell'edificio consentirono comunque una migliore assistenza. Non vi era assistenza medica e solo nel 1593 essa ebbe inizio con un certo Martin Feuchtner.

Intorno al XV secolo era stata eretta in città anche una quarta chiesa, la "Neukirche" ("Chiesa Nuova", successivamente chiesa delle Orsoline). "Il 27 settembre 1410, il sabato prima di S. Michele, il vescovo Ulrich di Bressanone, per via della distanza della parrocchia (S. Lorenzo) ed anche della chiesa di Nostra Signora nel "paese di sopra", tanto che spesso non vi si potevano recare in caso di eventi pericolosi, concesse la grazia ai cittadini di Brunico di poter costruire lungo il fossato presso la pesa una cappella dedicata alla S.S. Trinità." (libera traduzione dall'originale - N.d.T.).

I cittadini non si accontentarono della cappella e l'ingrandirono ben presto realizzando la "Chiesa Nuova". Allo scopo si dovette abbattere un muro interno poiché il portale della chiesa si trovava sul lato dei fossato. Il torrione presso le mura, appartenente alla fortificazione cittadina, venne coinvolto nella chiesa come campanile con un'alta guglia gotica. A questo evento fa riferimento la data del 1480 ben visibile dalla Via Centrale. Nel 1446 viene citato un certo Ludwaig von Tümel come cappellano addetto alla chiesa.
Quando Michael Pacher abitava in città e vi realizzava le sue opere, Brunico offriva la seguente immagine: le mura ed il fossato erano ultimati, lo stesso le quattro porte, quella di sotto (convento delle Orsoline), quella mediana detta "Lucke" (porta S. Floriano), quella di sopra (porta Rienza) e la porta Ragen. La strada della Val Pusteria conduceva in città attraverso la porta di sotto dove si apriva la grande piazza della dogana sulla quale le merci in transito venivano pesate e sdoganate e dove, se necessario, potevano anche essere stoccate. Anche l'amministrazione vescovile, che ancor prima che la città fosse ultimata era stata trasferita da Villa S. Caterina a Brunico, si trovava in questo quartiere come l'edificio amministrativo dell'abbazia di Novacella. Da Via Centrale un vicolo stretto conduceva alla porta mediana, detta "Lucke". In quel periodo ai cittadini fu anche concesso di edificare all'interno delle mura settentrionali officine, magazzini e stalle che furono poi trasformate in abitazioni, senza però che potessero essere aperte delle finestre nelle mura della città. Queste case formarono il Vicolo Posteriore. Alla porta di sopra la strada usciva dalla città attraversando l'unico ponte carreggiabile sul Rienza. Attraverso la porta Ragen si giungeva nel quartiere omonimo, allora già completamente costruito, che fino al XIX secolo veniva chiamato "Oberdorf" (paese di sopra). Di lì la via conduceva al "ponte dei morti" (vicino al ponte Kuntner) che era così denominato perché solo attraverso di esso i defunti potevano essere portati in cimitero. Su entrambi i lati del Rienza sorgevano delle officine artigianali di fabbri, mugnai, calderai e tintori. L'acqua che serviva al loro funzionamento vi veniva convogliata attraverso grandi canalizzazioni in legno.

La difesa, la giurisdizione e l'amministrazione della città erano nelle mani del castaldo, o capitano del castello, nominato dal vescovo, del giudice cittadino e del sindaco che, come il consiglio, erano eletti dai cittadini. Ciò valeva anche per i capiquartiere, i sovrintendenti cittadini alle acque ed ai ponti che affiancavano il sindaco; messo e scrivano cittadino erano nominati dal sindaco.

Riguardo al sindaco ed al consiglio si fa osservare: "chi racconta in giro ciò che si è detto in consiglio o comunica ad altri ciò che l'uno o l'altro ha detto in consiglio, dovrà essere privato dei diritto di cittadinanza ed espulso dalla città".

Brunico era suddivisa in sei quartieri: il primo andava dalla porta Ragen dal lato del castello fino alla sede giudiziaria (n. 44), il secondo fino alla porta di sotto, il terzo dalla fila di case di fronte fino al vicolo che conduceva alla porta mediana, il quarto da lì fino alla porta Ragen. Il "paese di sopra" era il quinto e Ragen di Fuori il sesto.

La "ehlich" o "ehehaffts taiding" era l'assemblea ordinaria dei cittadini che veniva convocata a Natale, a Mezza Quaresima, a Pentecoste ed a S. Michele. Chi risultava assente ingiustificato doveva pagare una multa.
In quel periodo il traffico mercantile fra Augsburg, Venezia e le regioni austriache raggiunse un apice che ebbe i suoi effetti anche sulla città di Brunico che si trovava lungo quest'importante arteria di traffico. La strada che passava attraverso la città era assai stretta in prossimità della porta superiore e scendeva piuttosto ripida verso l'unico ponte carreggiabile. Questo deve essere stato il motivo per cui, verso la metà del secolo, essa fu spostata all'esterno della città rendendo necessaria la costruzione di un nuovo ponte. Esso venne realizzato in prossimità dell'angolo nordorientale della città presso la torre circolare che portava il singolare nome di "Kälberskopf" (testa di vitello - presso l'ex Hotel Rosa d'Oro). La torre potrebbe anche essere stata costruita a protezione del ponte poiché una simile, la Torre Verde, sorge a Trento in corrispondenza di un braccio dell'Adige abbandonato nel XIX secolo. Come si desume dai verbali cittadini del secolo successivo, in consiglio si discusse a lungo se riparare il vecchio ponte che nel frattempo era assai danneggiato. Molti erano infatti del parere che la città perdesse degli affari, anche se la dogana, trasferita al di là dei ponte, veniva mantenuta.

Verso la fine del secolo insorse un altro pericolo quando i turchi, provenienti dai Balcani, riuscirono nel 1478 a penetrare in Carinzia. Il vescovo Georg Golser aveva riconosciuto il pericolo e fece rafforzare le opere difensive della città. Venne allora costruito, a sud della chiesa di S. Caterina, un lungo muro che oggi delimita i giardini delle case cittadine verso il colle dei castello. Fu anche stabilito un piano preciso di dove i singoli cittadini in armi avrebbero dovuto trovarsi al momento del pericolo. Michael Pacher, che abitava nel quarto quartiere, doveva prestare servizio nella torre "Kälberskopf". Friedrich Pacher, come abitante del secondo quartiere, nella piccola torre rotonda sul lato sud, la "torretta".

Michael Pacher, quando iniziò il lavoro come giovane maestro artigiano, aveva i suoi predecessori nella scuola dei pittori pusteresi. Si trattava soprattutto di Hans von Bruneck e dei maestri Erasmus e Christoph. Nella prima metà del secolo operava anche il cosiddetto maestro dell'altare delle Orsoline cui viene attribuito anche il gruppo della crocifissione nella chiesa parrocchiale. Quando Pacher, dopo anni, era divenuto un noto maestro, si formò intorno a lui un circolo di pittori e scultori le cui opere, senza il suo determinante influsso,

non si potrebbero immaginare. Vanno citati soprattutto Friedrich Pacher, che lavorando il più delle volte autonomamente era di poco inferiore al maestro, il maestro di Villa Ottone e Simon von Taisten.
Della vita di Michael Pacher non si sa oggi molto di più di quanto non si sapesse decenni fa. Nel 1920 lo storico dell'arte Josef Garber scriveva: "Nascosto in un passato nebuloso ci rimane tutto quanto riguarda la persona dell'artista. Dai documenti che ha sottoscritto egli compare come semplice cittadino e pittore brunicense; dai pagamenti che gli furono fatti come artigiano, senza una parola di lode o di biasimo, riceve il suo compenso come un fabbro, un calzolaio o un panettiere. Nelle lettere d'incarico appare più un operaio che un artista cui viene prescritto esattamente quale dovrà essere l'aspetto dei suo lavoro".

La lode gli deriva però dagli incarichi sempre maggiori che riceve e dalle sue opere. Queste e quelle dei suoi contemporanei andarono in gran parte perdute nel corso dei secoli successivi, furono rimosse dalle chiese ed in parte distrutte. Solo il XIX secolo, con il suo spirito romantico rivolto al medioevo, apprezzò nuovamente queste opere d'arte. Quando l'altare di St. Wolfgang venne riconosciuto come opera certa di Michael Pacher, ebbe inizio la ricerca sull'artista che condusse ben presto a riconoscerlo come uno dei maggiori pittori e scultori della fine del medioevo.

"Item einen puegermeister zu erwelen sol beschehen in ehlich taiding zu Sand Michelstag vor der ganzen Gemein und in beywesen aines Richters anstat der Herrschaft ..."

Un sindaco deve essere eletto nel corso della "ehlich teiding" a S. Michele davanti all'intero comune ed in presenza di un giudice in rappresentanza della Signoria ... (Libera traduzione dall'ordinamento comunale della fine del XV secolo).

"Item in ehlich taiding in der vasten sullen in yedem viertail zwen viertailmaister gesetzt werden und zu Oberdorff ainer, zu Ragen ainer, und wann etwas aufkhumbt, auflauff oder was das ist, so sol ain yeder sein viertail maister zuelauffen."

"Durante la "ehlich taiding" in Quaresima devono essere nominati due capiquartiere per ciascun  quartiere ed uno nel "paese di sopra" ed a Ragen e se succede qualcosa, ognuno deve correre dal suo capoquartiere". (Libera traduzione dall'ordinamento comunale della fine del XV secolo).


Ricevuta di Michael Pacher per il pagamento dell'altare di Gries dell'8 dicembre 1488
Ufficio parrocchiale di Gries

Foto: Rudi Haller

Io Michael Pacher pittore di Brunico riconosco con questa ricevuta aperta per me e per i miei eredi di essere stato incaricato dall'onorevole e religioso prevosto della venerabile chiesa di Gries e dai prepositi della chiesa del comune di Gries e di tutto il vicinato della parrocchia di Nostra Signora a Gries di fare una tavola per novecentocinquanta fiorini renani e dichiaro di aver ricevuta pagata questa somma dall'onorato e saggio Jeronimus PüchIer, attuale prevosto della chiesa di cui sopra a Gries. Come documentazione io soprascritto maestro Michael do al prevosto della chiesa di Gries alla comunità di Gries questa ricevuta sigillata con il sigillo del rispettabile e pio signor Jörgen, prevosto di Gries, che lo ha apposto su mia richiesta in calce alla presente scrittura. Tutte le cose descritte sopra sono testimoni i rispettabili signori Heinrich, parroco di Marlengo, il Signor Hanns Gwin, parroco di Maia, Simon, sacrestano di Gries, il maestro Jobst, panettiere a Bolzano ed altre onorate persone. Fatto il giorno dellí Immacolata Concezione di Nostra Signora nellí anno ottantottesimo.
(8 dicembre 1488)

Tratto da: www.provincia.bz.it


GALLERIA DI IMMAGINI: Michael Pacher


Home Page