Riportiamo l'ipotesi interessante tratta da
"CRONOLOGIA" di Gonzato F.,
che ringraziamo vivamente
per la sua ricerca.

I SEGRETI DELLA STORIA

IL FIGLIO DI NAPOLEONE
ERA IL PADRE DI FRANCESCO GIUSEPPE?

in attesa del DNA (se mai ci sarà) giudicate voi

Nel compilare questa "Cronologia", sfoglio molti libri, alcuni sono dell'epoca, e ogni tanto si resta perplessi su molte cose accadute. Ma alcune volte le perplessità diventano singolari anche su certi ritratti. Ultimamente trattando Napoleone, le sue immagini e quelle del figlio mi sono ormai diventate abbastanza familiari, tali da restare fisse nella memoria.
E trattando Francesco Giuseppe d'Asburgo, sono rimasto colpito dalla rassomiglianza con l'"Aiglon", il figlio di Napoleone ("il Re di Roma", il "Duca di Reichstadt"). Fino al punto da scambiarli l'uno per l'altro. E non solo io, perchè ho fatto l'esperimento con amici e parenti e il risultato non è cambiato.
Se infatti guardiamo attentamente se ne rileva che l'immagine del Duca ha rivissuto, precisa, nell'arciduca Francesco Giuseppe. Scherzo del destino !!

Destino o no, a questo punto ho voluto indagare un po' di più, rileggendomi attentamente alcune biografie sul Kaiser. In particolare quella di Franz Herre (
Rizzoli, 1978); e principalmente da questa mi sono state utili alcune citazioni che qui compaiono in corsivo "virgolettate".
Poi dalle immagini ricavate un po' ovunque, lavorando con un programma grafico ho voluto "dilettarmi" a metterle vicino e fare qualche taglia-incolla e qualche sovrapposizione. Il risultato è stato singolare.
Giudicate voi.
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La singolare storia

Nel 1824, il figlio 22 enne dell'imperatore Francesco I, Francesco Carlo d'Asburgo, sposa la bavarese Sofia.
La Corte attese invano per due anni i segni di una gravidanza. Il vecchio imperatore già mostrava l'irritazione di un nonno frustrato e dietro le spalle dello sposo ci si cominciava a domandare se non si fosse preteso troppo da lui. Finalmente nel luglio del 1826, Sofia rimase incinta, ma abortì. Nel giugno 1827 rimase di nuovo incinta, ma dovette subire una seconda delusione con un altro aborto. Francesco Carlo rimaneva imperturbabile, Sofia si dava tormento, mentre invece l'imperatore già pensava con angoscia alla fine della dinastia.

Mai più avrebbe immaginato che proprio quell'erede che aspettava - ma che cinque anni dopo sarebbe finalmente arrivato - avrebbe sì governato per 68 anni ma che morendo lui avrebbe portato con sè nella tomba la monarchia degli Asburgo, mettendo pure fine alla vecchia Austria e alla vecchia Europa.

Napoleone era morto a Sant'Elena nel 1821, la ex imperatrice Maria Luisa, fin dal dal 1815 duchessa di Parma, prima era stato il suo sorvegliante, poi era diventato amante e infine aveva sposato, l'anno della morte del marito, il conte Neipperg.
Mentre il figlio avuto da Napoleone nominato alla sua nascita "Re di Roma" e designato dal padre come erede al trono col nome di Napoleone II, con il padre "sullo scoglio" oceanico e con la restaurazione in Europa delle teste coronate rimaste ancora sul collo, era rimasto a Vienna dai nonni materni, che gli diedero il titolo di duca di Reichstadt, amorevolmente custodito da Metternich e vezzeggiato dal nonno: un nipote estraneo alla successione, ma un bambino intelligente, bello, vivace e gentile.
Molti degli ex generali bonapartisti scrivevano a Vienna per poter vedere l'Aiglon. Metternich bloccò tutto, eresse attorno al giovane un muro impenetrabile a parenti, estimatori e militari. Ma in mezzo agli ufficiali austriaci c' erano non pochi che avevano combattuto a fianco e a ammirato Napoleone, compresi chi lo aveva tradito. Un giorno nel corso di una festa l'Aiglon ne incontrò uno; quello non potendo evitare di essere annunciato al suo ingresso nel salone, gli andò incontro e s'inchinò davanti con grande ossequio ma anche con qualche apprensione. Era Marmont, il Maresciallo che aveva consegnato il sesto corpo d'armata al nemico. Invece il giovane porse la mano al traditore sbigottito e aggiunse pure "sono lieto di salutare in voi il più anziano compagno di mio padre. Parlatemi un po' di lui". Parlarono per tutta la sera, in un angolo del salone, con lui che sorrideva, e l'altro gesticolava mentre raccontava, mentre molti, soprattutto alcuni francesi invitati, supponendo di cosa parlavano arrossivano.
Da quella sera, il giovane invitò Marmont al castello diciassette volte, non si stancava di ascoltarlo, voleva sapere tutto di lui, come suo padre parlava, i suoi gesti, le sue imprese, e il Maresciallo non gli parlò d'altro che di battaglie vinte. Mai di sconfitte. Si accalorò perfino quando gli descrisse la battaglia di Wangran "..e poi venne qui a Vienna, e dormì proprio qui a Schonbrunn".
Anche un dignitario un giorno gli parlò di "Bonaparte", ma il giovane seccamente lo riprese "Volete dire l'Imperatore Napoleone". Insomma con disperazione di Metternich quel ragazzo non cresceva di certo come un arciduca austriaco. Nel sangue scorreva sangue corso.

L'ARRIVO DI SOFIA

"Sofia quando era giunta a Vienna aveva poco più di 18 anni. A corte trovò questo ragazzino che aveva già tredici anni, e lei che a malincuore stava dando un addio agli anni dell'adolescenza, trovava più facile lasciarli passare in compagnia di "Franzchen" come lo chiamava, che aveva per lei una vera e propria devozione, e man mano che cresceva si faceva sempre più affezionato e galante. In netto contrasto col marito che invece non era niente affatto romantico e non la viziava certo con le coccole".
Quando il marito diventò membro del Consiglio di Stato con diritto di voto, lei con due maternità fallite, si preoccupò della sua prima apparizione "...e quando più tardi mi raccontò come erano andate le cose, ne fui talmente agitata che mi tappai le orecchie, per non sentire qualcosa di spiacevole". Probabilmente al marito quelli del Consiglio gli chiesero che cosa ci andava a fare a letto con "quella lì".

A 16 anni - a Sofia 22 enne mentre lei viveva le delusioni della maternità ed era oggetto nello Stato, a Corte, e in famiglia di tanta irritazione e scortesie - il giovane "ruba cuori" le aveva promesso che per lenire la sua malinconia "le avrebbe portato ogni giorno un mazzo di fiori colti nel suo giardino". Non tenne solo fede alla promessa, ma ad ogni incontro quotidiano l'abbracciava e la copriva di baci.
Sofia per giustificare agli altri certe effusioni oltremisura del giovane sempre più galante, un giorno confessò "L'ho rimproverato perchè spesso mi afferra con troppo impeto per baciarmi, e gli ho detto che queste cose le fanno solo i bambini e non un giovanotto come lui". Tuttavia - mentre viveva le delusioni, le faceva bene essere così desiderata e adorata. Passeggiava mattina e sera con lui nel parco di Schonmrunn, leggevano poesie, ascoltavano musica, andavano insieme a teatro, ai concerti e alle feste dove lui ballava con lei divinamente, ed insieme ridevano e si entusiasmavano per quelle cose che piacevano ad entrambi.

A 18 anni, con la sua uniforme da sottotenente, il giovane era slanciato, bello e attraente, come del resto era lei, bella e amabile, sempre corteggiata da numerosi spasimanti, tutti pronti a consolare la giovane sposa circondata dalla malinconia e dall' insensibile e impassibile marito. "Durante il carnevale del 1929, Franzchen e Sofia non tralasciarono un ballo, si abbandonarono alla quadriglia e al vortice del valzer, circondati dagli sguardi invidiosi degli spasimanti respinti".


Sofia

"Quindi nessuna meraviglia che i due diventassero oggetto di pettegolezzi. Anzi i più maligni, mentre lui diventava ogni giorno più bello ma anche più pallido, dicevano che l'eccessiva inclinazione amorosa per la bella Arciduchessa, gli stava recando conseguenze inesorabili su una fibra già predisposta alla consunzione, e che.... gli ardenti amplessi di quella donna erano... per lui fatali".

Lei era sempre felice con lui, ma angustiata dai due aborti precedenti, e angosciata dalle pressioni di corte, malvolentieri "si lasciò convincere dai medici di andare prima a Bad a fare i bagni ferruginosi, poi a quelli salini di Ischl. Con i primi si disse che non erano serviti a nulla, con i secondi qualche mese dopo dissero che il sale le aveva giovato e che aveva fatto il "miracolo". Non per nulla che il frutto del concepimento fu poi chiamato "il Principe del sale".
Infatti, tornata dai bagni a Schonbrunn, a fine novembre del 1829 Sofia resta incinta. Nove mesi dopo, il 18 agosto 1830, alle ore 9,45 del mattino la casa degli Asburgo aveva il suo erede. Al battesimo, avvenuto il 20 agosto a Schonbrunn, vennero imposti al piccolo (non sappiamo da chi imposto) i nomi di Francesco Giuseppe Carlo (diminutivo, Franzi); ed è curioso, perchè erano gli stessi nomi che aveva già "Franzchen".

FRANCESCO GIUSEPPE CARLO D'ABSBURGO e FRANCESCO GIUSEPPE CARLO NAPOLEONE

NELL'IMMAGINE A DESTRA ABBIAMO SOVRAPPOSTO L'OVALE DEL SOLO VISO DELL' IMMAGINE SOTTO
ruotando solo gli occhi leggermente a destra, ed eliminando la folta chioma, di moda vent'anni prima.

altra immagine altra sovrapposizione

qui nell'immagine a destra il viso sovrapposto è ricavato dall'immagine sotto, senza toccare gli occhi;
immagine dove Franzchen ha amorevolmente in braccio Franzi
(teniamo presente che l'Aiglon aveva 21 anni, mentre l'immagine -più matura- del Kaiser fu fatta a 25 anni

"Franzchen" dopo la nascita di "Franzi", seguitò a vezzeggiare e adorare Sofia; e lei andava dicendo "E' bello guardare questo giovane attraente quando tiene fra le braccia il mio "Franzi" e gioca con lui. Hanno entrambi un sorriso così dolce".
All'inizio del 1832 erano tutti di nuovo a Schonbrunn, e Sofia si disse contenta che il duca di Reichstadt abitasse proprio accanto a lei. "E' vicino al mio piccolo Franzi, nella camera attigua a quella in cui ho partorito".

Qui la comparazione viene fatta specularmente, mettendo i capelli di "Franzchen" al piccolo "Franzi", che però
era di circa un anno più giovane del bambino "Franzchen", in un'immagine fatta 20 anni prima.

Sofia alla fine dello stesso anno, era di nuovo incinta, e il 6 luglio 1832 diede alla luce il suo secondo figlio, Ferdinando Massimiliano (che andrà incontro al suo tragico destino - sarà fucilato in Messico)

Il mese dopo la nascita di Massimiliano, il 22 luglio 1832, consumato dalla tisi
moriva il duca Francesco di Reichstadt, il figlio di Napoleone.
Fu sepolto nella Cripta dei Cappuccini, accanto al nonno Francesco I, e vicino ai due fu poi inumata nel 1847 Maria Luisa.

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"Francesco Giuseppe, prima ancora di leggere, a tre anni imparò a fare le esercitazioni da un caporale. A quattro disse "le mie cose preferite sono le cose militari"; a cinque anni gli regalarono un' uniforme da corazziere; a sei anni un fucile flobert e iniziò a giocare alla guerra; una volta, in testa ai suoi compagni, con la bandiera in mano diede l'assalto a un piccolo forte nel parco di Schonbrunn, poi, dopo averlo conquistato, con il drappello di prodi preceduto da tamburo, marciò per le stanze del castello, fino al salone dove li aspettava la merenda".

Queste cose alla stessa età le aveva fatte anche Napoleone! Leggiamo dalla Biografia del Corso:

"Sua madre al più indiavolato dei suoi figli aveva comperato, quand'era ancora fanciullo, un tamburo e una sciabola di legno; il bambino con il primo, passava ore a suonare la cadenza delle marce militari, e con il secondo attrezzo si improvvisava condottiero. Ma non avendo seguaci, disegnava sui muri file di soldati schierati per la battaglia, suonava il tamburo, poi con la sciabola partiva alla carica".

 

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