FORZE ARMATE LIMITE INVALICABILE
Convegno su Istituzione Militare e Società Civile
promosso da
Associazione Culturale Studio Sperimentale Sezione SOLDATI
Roma, 23 Ottobre 2001
RAPPORTO TRA FORZE ARMATE E SOCIETA CIVILE
Intervento del Gen.C.A. Francesco VANNUCCHI
RINGRAZIO LA SIGNORA MARIA LINA VECA PER AVER VOLUTO CHE PARTECIPASSI A QUESTO INTERESSANTE CONVEGNO E SALUTO I PRESENTI.
LARGOMENTO DEL MIO INTERVENTO E INCENTRATO SUL TEMA DEL RAPPORTO TRA FORZE ARMATE E SOCIETA CIVILE.
FIN DALLINIZIO DELLA MIA CARRIERA HO SENTITO PARLARE DI UNA NON MEGLIO IDENTIFICATA SEPARAZIONE TRA I DUE SETTORI; IN PARTICOLARE, VENIVA SOTTOLINEATA, IMMANCABILMENTE, UNA DECISA POSIZIONE DI CHIUSURA DEI MILITARI VERSO LA SOCIETA.
LO STESSO CONCETTO HO SENTITO MOLTO RECENTEMENTE E CON MERAVIGLIA A CARRIERA TERMINATA, IN OCCASIONE DELLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO SCANDALO SOMALIA: ANATOMIA DI UN FALSO. IL CASO CARLINI, UN MILITARE IN OSTAGGIO, SCRITTO DALLA SIGNORA VECA.
HO PENSATO QUANTO SIA DIFFICILE ELIMINARE FALSE CONVINZIONI, SOPRATTUTTO SE MATURATE PER SECONDI FINI O SOSTENUTE IN MALAFEDE.
SULLA BASE DELLESPERIENZA DA ME FATTA QUALE UFFICIALE DELLESERCITO, SENTO DI POTER AFFERMARE CHE QUESTA PRESUNTA CHIUSURA TRA LE FORZE ARMATE E LA SOCIETA CIVILE NON VI E MAI STATA; SEMMAI, VI E STATA CHIUSURA O INCOMUNICABILITA TRA UN CERTO MONDO DI PRIVILEGIATI CHE FACEVA CAPO ALLA POLITICA E IL RESTO DELLA SOCIETA, COMPRENSIVA, QUESTULTIMA, DEGLI UOMINI CON LE STELLETTE.
CHIARIRO MEGLIO QUESTA AFFERMAZIONE MEDIANTE FATTI CONCRETI.
E GIUSTIFICABILE CHE NEI PRIMI ANNI DEL SECONDO DOPOGUERRA, GLI ITALIANI PROVASSERO UN SENSO DI SFIDUCIA VERSO LISTITUZIONE MILITARE, PUR NON ESSENDO QUESTA DEL TUTTO RESPONSABILE DELLA SCONFITTA. PRIMA DELLENTRATA IN GUERRA, INFATTI, I DOCUMENTI UFFICIALI DELLESERCITO TESTIMONIAVANO CHE ESSO NON ERA PRONTO A CONFRONTARSI CON I POTENZIALI AVVERSARI, E CIO PER DIVERSE BUONE RAGIONI. NON SOLO: DOPO L8 SETTEMBRE 1943, LESERCITO PUR ABBANDONATO A SE STESSO NEI VARI TEATRI DI GUERRA AVEVA DATO ALTISSIME DIMOSTRAZIONI DI SENSO DEL DOVERE E DI AMOR DI PATRIA.
TUTTAVIA, LA SENSAZIONE CHE AVEVAMO NOI GIOVANI UFFICIALI, NEI CONTATTI CON LA POPOLAZIONE, SIA NELLE SEDI STANZIALI, SIA NELLE FREQUENTI OCCASIONI IN CUI OPERAVAMO PER LUNGHI PERIODI CON LE NOSTRE UNITA FUORI DALLE PREDETTE SEDI, ERA DI SIMPATIA E DI SOSTEGNO, PERFINO NELLE OCCASIONI IN CUI PROCURAVAMO AD ESSA DIFFICOLTA E FASTIDI, CHE NATURALMENTE CERCAVAMO DI ALLEVIARE PER QUANTO NELLE NOSTRE POSSIBILITA.
QUESTA FIDUCIA DEI NOSTRI CONCITTADINI, CHE AVVERTIVAMO OGNI GIORNO E CHE SI ESPRIMEVA SPESSO CON ATTI CONCRETI, IN UNO CON LA CERTEZZA NOSTRA E DEI NOSTRI UOMINI DI COSTITUIRE UN TASSELLO IMPORTANTE DEL SISTEMA ITALIA E CON LA CONSAPEVOLEZZA DI ESSERE IN PRIMA LINEA NELLA DIFESA DELLA PATRIA DAL NEMICO INTERNO ED ESTERNO, HA COSTITUITO UN INCENTIVO DETERMINANTE A SEMPRE MEGLIO OPERARE, CONSENTENDO DI SUPERARE DIFFICOLTA E DISAGI.
NON MI SONO MAI ACCORTO CHE VI FOSSE ALCUN PROBLEMA CON LE POPOLAZIONI, NONOSTANTE LA PRESENZA IN ITALIA DI UNA FAZIONE NUMEROSA E ORGANIZZATA AL SERVIZIO DELLUNIONE SOVIETICA.
STO PARLANDO DEL PERIODO DEGASPERIANO, ALLORCHE LITALIA SI STAVA RIGENERANDO DALLE ROVINE MATERIALI E SPIRITUALI DELLA GUERRA E LE F.A. - INQUADRATE DAL 1949 NELLA NATO CONTRIBUIVANO ALLA RICOSTRUZIONE, GARANTENDO LA SICUREZZA DELLA PATRIA ED EDUCANDO I GIOVANI AI VALORI SPIRITUALI E MORALI CHE OGNI CITTADINO DEVE POSSEDERE.
IN QUESTI FRANGENTI, LESERCITO E LE ALTRE F.A. DIMOSTRARONO DI ESSERE DEGNI DELLA FIDUCIA E DELLA STIMA DEL POPOLO, ALLORCHE NEL 1954 ESSE SI SCHIERARONO TEMPESTIVAMENTE SUL CONFINE ORIENTALE PER CONTRASTARE LE MIRE DI TITO SUL TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE (DA DUINO A TRIESTE, LA C.D. ZONA A, IN AMMINISTRAZIONE ANGLO-AMERICANA E DA CAPODISTRIA A CITTANOVA, LA C.D. ZONA B, IN AMMINISTRAZIONE JUGOSLAVA). LISTRIA, VA RICORDATO, ERA GIA STATA ASSEGNATA ALLA JUGOSLAVIA CON IL TRATTATO DI PACE DEL FEBBRAIO 1947.
NELLOCCASIONE, ALLITALIA VENNE ASSEGNATA LA ZONA A, MENTRE LA ZONA B RIMASE A TITO: DELLA PERDITA DI ESSA DOBBIAMO RENDERE GRAZIE ANCHE A TALUNI ITALIANI CHE SOTTO IL VESSILLO DELLINTERNAZIONALISMO LENINISTA-STALINISTA COMBATTERONO CONTRO ALTRI ITALIANI CHE DIFENDEVANO IL CONFINE ORIENTALE, SOSTENENDO CON CIO LE RIVENDICAZIONI TITINE.
A QUESTA AZIONE MILITARE, SI AGGIUNSERO PREZIOSI INTERVENTI IN OCCASIONE DI CALAMITA NATURALI, QUALI TRA LE ALTRE - LA TRAGEDIA DEL VAJONT (1963) E LINONDAZIONE DI FIRENZE (1965), IN UN MOMENTO IN CUI NON ESISTEVA ALCUNA ORGANIZZAZIONE DI PROTEZIONE CIVILE IN ITALIA.
NEGLI ANNI 60, OLTRE A VENIR MENO IL SOSTEGNO ECONOMICO STATUNITENSE, CAMBIO IN ITALIA ANCHE LATMOSFERA POLITICA INTERNA: SECONDO MONTANELLI (CORRIERE DELLA SERA 23NOV. 1997), SI HA UNA RAPIDA DEGENERAZIONE DELLA DEMOCRAZIA IN PARTITOCRAZIA, CIOE IN UN OLIGOPOLIO DI CAMARILLE E GRUPPI, CHE PRETENDEVA DI ESERCITARE IL POTERE IN NOME E NELLINTERESSE DEL POPOLO SOVRANO, MA CHE, IN REALTA, ESPROPRIATO IL PARLAMENTO E, QUINDI, IL POPOLO DELLA SOVRANITA, AVEVA UN SOLO INTERESSE: IL POTERE, DA UTILIZZARE A PROPRI FINI, COSA CHE, PURTROPPO, FECE MOLTO BENE. IN QUESTO SISTEMA , DICE MONTANELLI, ABBIAMO VISTO CORROMPERSI TUTTO, A COMINCIARE DALLO STATO.
DI CONSEGUENZA, LA CONSERVAZIONE DEI PATRII VALORI, LA FUNZIONALITA DELLO STATO, LA MORALITA PUBBLICA OBIETTIVI PRINCIPALI DI GOVERNANTI ONESTI E MOTIVATI ALLINTERESSE PUBBLICO HANNO SUBITO TERRIBILI E NEGATIVE CONSEGUENZE. I VALORI IDEALI COLLEGATI ALLAMORE PER LA PATRIA SONO STATI COMBATTUTI E DERISI E CON ESSI QUELLI MORALI, PROPRI DI UNA SOCIETA, COME QUELLA ITALIANA, FORTEMENTE LEGATA AL CRISTIANESIMO, COME AVEVA DIMOSTRATO, NEL 1948, LA SCHIACCIANTE VITTORIA ELETTORALE DI DE GASPERI SUI COMUNISTI E SUI LORO ALLEATI (I TRINARICIUTI DEL FRONTE POPOLARE). UNA VITTORIA, SIA DETTO, OTTENUTA GRAZIE ANCHE ALLAPPOGGIO DEL PAPA CHE, ATTRAVERSO LUIGI GEDDA, MOBILITO LAZIONE CATTOLICA.
SI ESAURI, NEL PERIODO POST DEGASPERIANO, LENERGIA VITALE ED ISTINTIVA CHE AVEVA DETERMINATO IL MIRACOLO ECONOMICO, NEL TENTATIVO FALLITO DI IMPOSTARE ED AVVIARE UNA PROGRAMMAZIONE CAPACE A PAROLE DI GUIDARE IL SISTEMA AD UNA EVOLUZIONE PIU EQUILIBRATA.
E IN QUESTO PERIODO CHE APPARE CHIARA LA RESPONSABILITA DEI POLITICI NEL DETERMINARE DISTACCO E INCOMUNICABILITA RISPETTO AL SISTEMA DIFESA. ESSI, NELLA SOSTANZA, IMPEDIRONO OGNI EQUILIBRATO SVILUPPO DELLE F.A.; INFATTI, IN OCCASIONE DEI VARI TENTATIVI DI PROGRAMMAZIONE STATALE, SEMPRE FALLITI PER LA SPROPORZIONE TRA LIMPEGNO CHE IL PROGRAMMA COMPORTAVA E LINEFFICIENZA DEGLI STRUMENTI DISPONIBILI, NON VENNE MAI ESPLICITATA, NEI DOCUMENTI DI PROGRAMMAZIONE, LA FUNZIONE DIFESA NAZIONALE, NONOSTANTE LE REITERATE RICHIESTE DELLAMMINISTRAZIONE DELLA DIFESA; IN DEFINITIVA, LAPPRONTAMENTO DELLO STRUMENTO MILITARE, CHE AVREBBE DOVUTO ESSERE CONSIDERATO COME VOCE A SE STANTE, ALLA PARI DI ALTRE FUNZIONI QUALI LISTRUZIONE, LA SANITA, ETC., FINI IN UNA NON MEGLIO QUALIFICATA DENOMINAZIONE RESIDUALE ALTRI SERVIZI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. LA CONCLUSIONE FU CHE I GIA CITATI DOCUMENTI PROGRAMMATICI NON INDICARONO MAI LE RISORSE FINANZIARIE SU CUI LE F.A. AVREBBERO POTUTO FARE ASSEGNAMENTO NEL PERIODO COPERTO DALLA PROGRAMMAZIONE. CIO E MOLTO SIGNIFICATIVO PER VALUTARE LATTENZIONE RIVOLTA A QUESTO IMPORTANTE SETTORE, COSI COME E MOLTO SIGNIFICATIVO IL MODO IN CUI IN ASSENZA DI UNA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA NAZIONALE, CUI LEGARE LESISTENTE PROGRAMMAZIONE MILITARE- SONO STATE DEFINITE E GESTITE, DI ANNO IN ANNO, LE RISORSE DEDICATE ALLA DIFESA E IL COME SONO STATI AFFRONTATI E NON RISOLTI I PROBLEMI DELLE F.A.. AFFERMA SERGIO ROMANO (CORRIERE DELLA SERA, 3 GIU. 2000), IN OCCASIONE DEL RIPRISTINO DELLA PARATA MILITARE IN VIA DEI FORI IMPERIALI, NEL 54° ANNIVERSARIO DELLA REPUBBLICA: ABBIAMO A LUNGO TRASCURATO LE F.A. E PERMESSO CHE LOBIEZIONE DI COSCIENZA, UNA SCELTA RISPETTABILE, SE MEDITATA E DISINTERESSATA, DIVENISSE PIU AMMIREVOLE E VIRTUOSA DEL SERVIZIO MILITARE; ABBIAMO RACCONTATO PER MOLTI ANNI UNA STORIA A ROVESCIO, IN CUI LE DISFATTE ERANO PIU IMPORTANTI DELLE VITTORIE E LA PATRIA ERA SEMPRE INEVITABILMENTE INGRATA; ABBIAMO COLTIVATO ED INCORAGGIATO UNA SORTA DI AUTOLESIONISMO NAZIONALE; ABBIAMO TOLLERATO CHE LE F.A., LA POLIZIA E I CARABINIERI DIVENISSERO ORGANISMI BUROCRATICI E SINDACALIZZATI IN CUI LA DISCIPLINA MILITARE E GLI ORARI DI SERVIZIO POSSONO ESSERE MATERIA DI RICORSI AI TRIBUNALI AMMINISTRATIVI.
NESSUN COMMENTO, DA PARTE MIA, PERCHE QUESTA E LA VERITA!
IL GENERALE RUGGERI, IN UN MAGISTRALE ARTICOLO DAL TITOLO COMUNICARE LESERCITO PROBLEMI E PROSPETTIVE (RIVISTA MILITARE, SET.1996), RIFERENDOSI A QUESTO PERIODO, OSSERVA CHE ELITES CULTURALI E POLITICHE ATTACCARONO ALLE RADICI I RIFERIMENTI E I VALORI MILITARI, CON FINALITA PER LO PIU STRUMENTALI . SUL VERSANTE DEI MASS-MEDIA, SI AFFERMO UNA TRADIZIONE CULTURALE CHE EVITO ACCURATAMENTE DI NOMINARE LA PAROLA PATRIA. LESIGENZA DI COMUNICARE LA DIFESA VENNE DI FATTO RIMOSSA. VENNE OSTACOLATA LA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE IDEE . RIGIDE NORME DI RISERVATEZZA RIDUSSERO FORTEMENTE LO SPAZIO DI MANOVRA ALLA PUBBLICISTICA MILITARE.
I RESPONSABILI POLITICI DELLA DIFESA CONCEPIRONO LINFORMAZIONE SOLTANTO COME FORMA DI PRESENZIALISMO, COME MOMENTO DI VISIBILITA PERSONALE. FU QUESTO INSIEME DI FATTORI CHE CONSENTI AGLI OPINIONISTI DI SENTENZIARE LO STATO DI SEPARATEZZA TRA LE F.A. E LA SOCIETA.
QUESTO STATO DI NON COMUNICAZIONE, A MIO PARERE, DURO ALMENO PER TUTTI GLI ANNI 70.
CIO, TUTTAVIA, NON RECO NOCUMENTO AL RAPPORTO POPOLO-ESERCITO.
LESERCITO CONTINUO A RAPPRESENTARE IL REFERENTE FONDAMENTALE DELLE AUTORITA LOCALI PER LA SOLUZIONE DI PARTICOLARI PROBLEMI E FU SEMPRE TEMPESTIVAMENTE PRESENTE CON LA SUA CAPACITA ORGANIZZATIVA, LABNEGAZIONE E LENTUSIASMO DEI SUOI UOMINI, LEFFICIENZA DEI SUOI MEZZI DOVUNQUE NECESSARIO E IN OCCASIONE DEI TERREMOTI DEL FRIULI (1976) E DELLA CAMPANIA/BASILICATA (1980). GRANDE RISONANZA NAZIONALE ED INTERNAZIONALE EBBE, POI, LA MISSIONE IN LIBANO.
LA FIDUCIA DELLA POPOLAZIONE NEI RIGUARDI DELLESERCITO, QUINDI, NON HA CONOSCIUTO FLESSIONI, GRAZIE ALLA CAPACITA DI ESSO DI RISPONDERE AL BISOGNO SOCIALE DI SICUREZZA.
IL RAPPORTO CON I MASS-MEDIA E, INVECE, RIMASTO SEMPRE DIFFICILE PER LE ESIGENZE TIPICHE DI QUESTI : RICERCARE LO SCOOP E FARE NOTIZIA.
ANALOGO GIUDIZIO MI SENTO DI ESPRIMERE VERSO I POLITICI CHE, IN TALE CONTESTO, SEMBRANO NON AVER SEMPRE DOVUTAMENTE PERCEPITO COME, NEL MONDO, OGNI PAESE GODA DI PRESTIGIO INTERNAZIONALE E POSSA ESPRIMERE UNA POLITICA ESTERA AUTOREVOLE SOLO SE HA ADEGUATE CAPACITA ECONOMICHE E MILITARI.
IN SOSTANZA, UN PAESE VALE SE E IN GRADO DI CONTRIBUIRE EFFICACEMENTE ALLA SICUREZZA DELLAREA IN CUI E COLLOCATO.
I VARI GOVERNI ITALIANI NON HANNO DEDICATO ALLA DIFESA LE RISORSE NECESSARIE, TAGLIANDONE COSTANTEMENTE E DRASTICAMENTE LE RICHIESTE FINANZIARIE E RIDUCENDONE SOSTANZIALMENTE IL PERSONALE, SENZA UNA VALUTAZIONE DELLE POSSIBILI CONSEGUENZE SULLE ATTIVITA ADDESTRATIVE E LOGISTICHE, SUI PROGRAMMI DI AMMODERNAMENTO E RINNOVAMENTO E SUGLI IMPEGNI INTERNAZIONALI: NELLA SOSTANZA, LITALICO INVITO AD ARRANGIARSI.
DEL RESTO, IN UN AMBIENTE POLITICO IN CUI, ARCHIVIATI I GOVERNI CENTRISTI, SI ENTRO NELLERA DEGLI ESECUTIVI DI CENTRO-SINISTRA E DEL CONSOCIATIVISMO, DOMINATI DA PARTITI PRIVI IDEOLOGICAMENTE DEL CONCETTO DI PATRIA, NON CI SI POTEVA ATTENDERE ALTRO CHE LA SVALUTAZIONE DEI SIMBOLI LEGATI ALLA PATRIA, ALLA BANDIERA, ALLORGOGLIO NAZIONALE , ALLONORE, AL DOVERE: PRIME, TRA TUTTI, LE F.A..
A CIO SI AGGIUNGA LA MALAGESTIONE DI QUESTI GOVERNI CHE SI E CONCRETATA IN GRAVI DANNI PER LITALIA E PER GLI ITALIANI: DANNI FINANZIARI, RIASSUMIBILI NELLENORMITA DEL DEBITO PUBBLICO PARI A 2 MILIONI E 500MILA MILIARDI, A FRONTE DELLENORMITA DEI NUMEROSI PROBLEMI TUTTORA INSOLUTI IN AMBITO NAZIONALE, DANNI FUNZIONALI (ESEMPI: INEFFICIENZA ED INAFFIDABILITA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, GIUSTIZIA INEFFICIENTE ED INGIUSTA, ELEVATO DEFICIT DI SICUREZZA PER I COMUNI CITTADINI, ECC.), DANNI AMBIENTALI (IN GENERALE, GRAVI FERITE INFERTE ALLAMBIENTE NATURALE, CAUSA DI CONTINUE E CATASTROFICHE CALAMITA), DANNI CULTURALI (CULTURA APPIATTITA SULLIDEOLOGIA DOMINANTE), DANNI SOCIALI (DEFICIT DI SOLIDARIETA, DI GIUSTIZIA SOCIALE, DI EGUAGLIANZA DEI CITTADINI, ECC.), DANNI MORALI AMPI E CONCRETI NEL DECADIMENTO DEL LIVELLO DI EDUCAZIONE CIVICA DEI CITTADINI E, CONSEGUENTEMENTE, DEL SENSO DELLO STATO, DEL PRINCIPIO DI RESPONSABILITA, DEI FONDAMENTI MORALI DEL VIVERE CIVILE, TRA I QUALI DOVREBBE PRIMEGGIARE IN OGNI CITTADINO IL RISPETTO DEL PROSSIMO E DEI SUOI DIRITTI.
NEL 1989, CROLLA IL MURO DI BERLINO E VIENE MENO LA MINACCIA RAPPRESENTATA DAL PATTO DI VARSAVIA. QUESTO GRANDE EVENTO, CHE AVEVA FATTO NASCERE GRANDI ILLUSIONI CIRCA LAVVIO DI UNERA DI PACE NEL MONDO, HA DETERMINATO, INVECE, GRAVI MOTIVI DI INSICUREZZA, CON FOCOLAI DI GUERRA NELLA STESSA EUROPA, CHE HANNO RICHIESTO LINTERVENTO DELLA NATO (E, QUINDI, DELLITALIA). PARADOSSALMENTE, MENTRE I VARI GOVERNI ITALIANI TAGLIAVANO A PIENE MANI E ACRITICAMENTE LE RISORSE DELLA DIFESA (ECONOMICHE E DI PERSONALE) QUALI DIVIDENDI DELLA PACE, GLI STESSI GOVERNI SPENDEVANO LE F.A. IN VARIE MISSIONI ALLESTERO (GOLFO, KURDISTAN, SOMALIA, MOZAMBICO, ALBANIA, ETC.) ED IN OPERAZIONI CONDOTTE SUL TERRITORIO NAZIONALE (FORZA PARIS, VESPRI SICILIANI, RIACE, PARTENOPE, TESTUGGINE, ETC.).
QUALE ESPONENTE O PORTAVOCE DEI MASS-MEDIA SI E MAI CHIESTO SE FOSSE RAZIONALE CHE, A FRONTE DI RISORSE A PICCO, VENISSERO AUMENTATI INDISCRIMINATAMENTE GLI IMPEGNI? CHI, NEL MONDO DELLINFORMAZIONE, HA MAI RISERVATO A QUESTI PROBLEMI E A QUELLI DEL RIORDINAMENTO DELLA DIFESA UNATTENZIONE SUPERIORE A QUELLA DI UNA PURA ESIGENZA DI CRONACA?
IN MERITO AL RIORDINAMENTO DELLA DIFESA, QUALCUNO DEI MASS-MEDIA SI E MAI CHIESTO, AD ESEMPIO, IN BASE A QUALI MOTIVI IL CONSIGLIO DEI MINISTRI PRESE LA DECISIONE DI PORTARE LA CONSISTENZA DELLE F.A. A 190.000 UOMINI, RIDUCENDO DI BEN 40.000 UNITA LA PROPOSTA DEL MINISTRO DELLA DIFESA, PARI A 230.000 UOMINI?
NELLOCCASIONE, I MASS-MEDIA HANNO DATO RISALTO SOLO ALLA ABOLIZIONE DELA LEVA!
NON RISULTA CHE LA GROSSA RIVOLUZIONE OPERATA NELLE STRUTTURE DELLE FORZE ARMATE ED, IN PARTICOLARE, DELLESERCITO SIA STATA ILLUSTRATA E SPIEGATA ALLOPINIONE PUBBLICA CON MOTIVAZIONI, PROSPETTIVE, POSSIBILI CONSEGUENZE.
QUESTO DIMOSTRA CHE LE F.A. DOVREBBERO IMPOSTARE AUTONOMAMENTE LA COMUNICAZIONE CON LOPINIONE PUBBLICA, UTILIZZANDO PERSONALE PROPRIO, NON CONDIZIONATO DALLA REGOLA DEL FARE NOTIZIA.
ACCINGENDOMI A CONCLUDERE, VOGLIO SOTTOLINEARE CHE, FORTUNATAMENTE, NELLESERCITO ABBIAMO AVUTO UNAMPIA ED EFFICACE CASSA DI RISONANZA ANCHE NEI GIOVANI DI LEVA, CHE NELLA PIU PARTE HANNO OPERATO CON DISPONIBILITA E CAPACITA ED HANNO SEMPRE DIMOSTRATO DI APPREZZARE IL RAPPORTO DI COLLABORAZIONE CHE OGNI COMANDANTE TENDEVA A CREARSI CON I DIPENDENTI, NONCHE LESPERIENZA DI VITA SOSTANZIALMENTE POSITIVA.
LO STESSO SI PUO DIRE DEI GENITORI DEI NOSTRI SOLDATI, AI QUALI I SINGOLI COMANDANTI SCRIVEVANO, ALLARRIVO DEI FIGLI NELLE CASERME, INSTAURANDO CON ESSI RAPPORTI DI FIDUCIA E DI INTESA.
CERTO, CON LELIMINAZIONE DELLA LEVA E CON LA SCOMPARSA DELLESERCITO DI POPOLO, SOSTITUITO DAL MODELLO PROFESSIONALE, VI E IL RISCHIO OBIETTIVO DEL DISTACCO DEL POPOLO DALLE F.A., ANCHE PERCHE QUESTE ULTIME SONO SEMPRE PIU SPESSO IMPIEGATE FUORI ITALIA. RITENGO, PERO, CHE CIO NON AVVERRA, PERCHE PER MOLTI ANNI ANCORA IL QUADRO MULTINAZIONALE DELLA SICUREZZA CONTINUERA A CONFERIRE VISIBILITA ED INTERESSE AI PROBLEMI DELLA DIFESA, CUI DOVRA ESSERE ATTRIBUITA ADEGUATA PRIORITA ANCHE IN ITALIA.
E AUSPICABILE, IN OGNI CASO, CHE VI SIA UNA MATURAZIONE DEI NOSTRI GOVERNANTI, UNA MATURAZIONE CHE PARTA DALLA CONSIDERAZIONE DELLE ESPERIENZE NEGATIVE E DEI FALLIMENTI DEI LORO PREDECESSORI.
CIO E INDISPENSABILE PERCHE, NELLUNIONE EUROPEA, TRA LALTRO, LITALIA DOVRA SEMPRE CONFRONTARSI CON NAZIONI FORTI, EFFICIENTI, EVOLUTE, SPIRITUALMENTE COESE. SAPPIANO I REGGITORI DEL NOSTRO PAESE GARANTIRE ALLITALIA IL POSTO DI PRIMO PIANO CHE LE COMPETE.
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