Nel mese di marzo 2006 la Rivista Militare compie il suo 150° anno di vita.
Venne fondata quando lItalia era divisa in sette Stati e dominata da austriaci, borbonici e pontifici, con il compito di far conoscere le forze potenziali dellItalia, di diffondere gli studi militari per preparare animi e armi per le prossime battaglie dellindipendenza, a proseguimento della lotta iniziata negli anni 1848 e 1849, che ebbe fortuna avversa ma fecondatrice di futuri successi.
Sui campi di Novara e nei memorabili assedi di Roma e di Venezia gli italiani, dopo tanti secoli si trovarono per la prima volta riuniti, anche se non ancora concordi.
I Re di Casa Savoia ed il forte Piemonte si posero a capo dellimpresa per proseguirla alla prima occasione: chiamorono attorno a loro gli italiani dispersi dagli esìli e dai campi di battaglia, per stabilire la concordia e prepararsi ai nuovi eventi.
Era un periodo di febbrile e caotica attività: si succedevano i ministri della Guerra, ognuno con un suo progetto, con una sua riforma, il dissidio tra gli alti gradi militari era tale che Carlo Alberto affidò il Comando supremo al generale polacco Csarnowsky.
Il 1° novembre 1849 Alfonso La Marmora assumeva per la terza volta il ministero della Guerra fino al 1860, con la sola interruzione del 1855-56, per comandare il Corpo di spedizione in Crimea.
Nuove aperture consentirono agli ufficiali non piemontesi di assumere incarichi nellArmata Sarda, come Enrico Cialdini, Enrico Cosenz, Manfredo Fanti, Carlo e Luigi Mezzacapo; questi ultimi, fratelli ed esuli napoletani, nel 1856 avevano fondato la Rivista Militare, come loro iniziativa privata.
|