Antonio CIOCI

Via Principe Tommaso, 20
Tel. 0116687719
Torino

Antonio CIOCI nato a Torino l'8 giugno 1922, volontario del Reggimento "Giovani Fascisti", ideatore e curatore del Museo Reggimentale di Ponti sul Mincio (Mantova) ha pubblicato il volume "Il Reggimento "Giovani Fascisti" nella Campagna dell'Africa settentrionale 1940-43".
Il Reggimento ha combattuto nella campagna dell'Africa settentrionale con onore e valore. L'unico reparto del Regio Esercito che indossò il fez nero.

CENNI STORICI SUL REGGIMENTO
"GlOVANI FASCISTI"

10 Giugno 1940: l'Italia, con la dichiarazione di guerra alla Francia e alla Gran Bretagna, entra nel secondo conflitto mondiale. Animati da sincero entusiasmo e desiderio di partecipazione, venticinquemila giovani, provenienti dalle filae della GIL (Gioventù ltaliana del Littorio), chiedono di essere arruolati volontari per raggiungere il fronte di combattimento. Il PNF (Partito Nazionale Fascista) stabilisce pertanto la costituzione di 25 Battaglioni GIL, militarmente istruiti, che vengono impiegati in una marcia dimostrativa di 450 km, denominata "Marcia della Giovinezza". Questa si conclude, come termine del periodo di addestramento, a Padova ove sono convenuti il Capo del Governo Benito Mussolini e le autorità militari per passare in rassegna i giovani volontari. (10 ottobre 1940).


1° Battaglione "GG.FF."

Dopo la rivista, cui partecipano rappresentanze delle organizzazioni giovanili europee, i giovani apprendono, con profonda delusione, che i loro Battaglioni vengono smobilitati. Il malcontento è tale che il gruppo accampato alla Fiera Campionaria di Padova arriva ad ammutinarsi, pur di non eseguire l'ordine. Vista la reazione dei volontari, si costituiscono tre BattagIioni Speciali che riprendono l'addestramento militare.

Il Ministero della Guerra, in data 12 Aprile 1941, decide di trasformare i Battaglioni Speciali nella 3Ol° Legione CC.NN., ma dopo una settimana, non avendo i Volontari della GIL ancora compiuto il periodo di ferma regolare, ed essendo la Milizia un apparato post militare, il Ministero della Guerra si affrettava ad emanare la disposizione n. 49840 del 18 Aprile 1941, che modificava la precedente disponendo la costituzione del "Gruppo Battaglioni GIOVANI FASCISTI" quale unità del Regio Esercito. Tuttavia è loro negata la qualifica di "volontario di guerra" e vengono arruolati come volontari ordinari, dopo il consenso firmato dei genitori. Nasce così una nuova e particolare unità dell'Esercito, totalmente composta di volontari, sia per quello che riguarda i soldati semplici che i sottufficiali e gli ufficiali.

L'uniforme è quella normale della fanteria, con la differenza che al bavero portano fiamme a due punte rosse bordate di giallo (i colori di Roma e della GIL); come berretto di fatica viene adottato il fez nero dei reparti Arditi della prima guerra mondiale. (Sarà questo il solo copricapo portato orgogliosamentecon un pizzico di spavalderiadai giovani volontari. Detto per inciso, a questo reparto non era stato consegnato l'elmetto).


2° Battaglione "GG.FF."

1129 Luglio 1941 il Gruppo Btg. GG.FF. sbarca a Tripoli (Libia) con compiti di presidio ad Homs e Misurata. Successivamente subisce trasformazioni in organici ed in armamenti e viene incorporato nel RECAM (Raggruppamento Esplorante del Corpo d'Armata di Mantova) e inviato a presidiare la zona di Bir el Gobi. Al momento di comunicare il loro impiego al Comandante del Gruppo, il Generale Gambara dice testuatmente: "...ll compito è arduo; i volontari sono al primo combattimento, sono giovani...". La battaglia di Bir el Gobi inizia il 3 Dicembre e dura sino al 7. I combattimenti sono cruenti, vengono inflitte gravi perdite all'11a Brigata Indiana e a parte della 22a Brigata Guardie, accorsa in suo aiuto. Malgrado la notevole disparità di forze, i Giovani Fascisti fanno fallire il piano inglese (che prevedeva di dividere in due lo schieramento italo-tedesco), impedendo così alle forze alleate di raggiungere El Adem.

Dopo l'aspra battaglia di Bir el Gobi il Gruppo viene aggregato alla Divisione Sabratha e prende parte ai combattimenti di Buerat.

Il 24 Maggio 1942, come riconoscimento al valore dei Giovani Fascisti, viene dato questo nome ad una Divisione corazzata.


3° Battaglione "GG.FF."

Il 22 Luglio il reparto è in parte aviotrasportato a Sima (Egitto) per completarne l'occupazione. Il 30 Agosto muta la sua denominazione in quetta di "Reggimento GIOVANI FASCISTI".

L'esito della battaglia di El Alamein costringe la costituenda Divisione al ripiegamento, per evitare di essere accerchiata. L'8 Novembre la colonna militare abbandona Sima, effettuando una sosta a Giarabub dove il presidio si aggrega alla colonna stessa. Il 18 Novembre i volontari raggiungono Agedabia, dopo aver faticosamente percorso circa 10OO km, in gran parte su piste sconosciute, sotto gli attacchi dell'aviazione avversaria, che provoca perdite umane e di mezzi; nel ripiegamento sono andati perduti gli unici due carri armati M.14 della Divisione. Il Reggimento è ritenuto ancora efficiente al 95% e quindi impiegato come retroguardia a copertura delle forze italo-tedesche.

Gennaio 1943: con l'abbandono della Libia, il Reggimento partecipa a diversi combattimenti e nel Febbraio si attesta sulla ex linea fortificata francese al Mareth (Tunisia). In questo periodo giunge dall'Italia il III° Battaglione che viene sciolto per reintegrare le perdite del I° e del II°. La battaglia del Mareth, 17-30 Marzo, vede i volontari impiegati in violenti combattimenti, rioccupando alcuni capisaldi all'arma bianca. Ma il ripiegamento della I° Armata è inevitabile. Il Reggimento si batte ancora all'Akarit Chott per poi attestarsi sull'ultima linea di resistenza a Enfidaville. Subisce perdite negli scontri della prima e delta seconda battaglia di Enfidaville, avvenute rispettivamente dal 19 al 3O Aprile e dal 9 al 13 Maggio. Nel corso di queste battaglie il Reggimento difende tenacemente, anche all'arma bianca, la quota 141 più volte perduta ma rimasta in sua mano sino alla cessazione delle ostilità.

Il 13 Maggio, per ordine superiore giunto da Roma, il Reggimento è costretto alla resa, dopo aver distrutto o bruciato armi e materiale. Le fiamme di combattimento del II° e III° Battaglione vengono interrate assieme ai documenti; quella del I° è invece suddivisa in diciassette parti e consegnata a volontari ed ufficiali affinché la ricompongano una volta rientrati in Patria (la fiamma è stata ricostruita in parte e si trova nel Museo Reggimentale). Il reparto perse la metà degli effettivi. Il sacrificio dei Giovani Fascisti è comprovato da 2 Medaglie d'oro al Y.M. e da 117 altre decorazioni.

Il Reggimento Giovani Fascisti è stato l'unico reparto del Regio Esercito Italiano ad essere totalmente composto da Volontari. È anche l'unico reparto a non aver ricevuto la "Bandiera di combattimento".

Cosa scrivevano i giornali

Forze partecipanti alla Marcia della Giovinezza
Ufficiali
Sottufficiali
Volontari
Presenti a Padova, Prato Valle 579 985 19.345
Presenti a Boane e Monselice 60 63 2.620
Totale 639 1.048 21.965
A sinistra:
I Giovani Fascisti sui campi della Cerenaica respingono gli attacchi dell'aviazione nemica
accanto ai loro camerati più anziani.



A destra:
nella battaglia dell'Africa settentrionale il Giovane Fascista Nicolini balza sopra un carro armato nemico
e tenta di aprirne la torretta. Cade nel compiere l'eroico gesto.



Le medaglie

1 Commemorative di Vicenza
2 Medaglione di Padova concesso ai Comandanti di Btg.
3 Commemorativa adunata di Padova
4 Marcia della Giovinezza (in argento per Ufficiali)
5 Battaglione Reggio Calabria
6 Marcia della Giovinezza (vermeille per Volontari)
7 Battaglione Genova
8 Battaglione Roma
9 Medaglia concessa al passaggio da Brescia
10 Medaglia donata dai fascisti Pisani
Retro delle medaglie



Le cartoline

CARTOLINE UFFICIALI
DEL "GRUPPO BTG. VOL. GG.FF."
Edizione Boeri



I calendari




Le uniformi

UNIFORMI DELLA MARCIA
DELLA GIOVINEZZA E DEI BATTAGLIONI SPECIALI
ITALIA 1940
UNIFORMI DELLA 301° LEGIONE CC.NN.
ITALIA 1941
UNIFORMI DEL GRUPPO BTG.GG.FF.
E REGGIMENTO GG.FF.
ITALIA ED AFRICA SETTENTRIONALE 1941-1943
UNIFORMI DEL GRUPPO BTG.GG.FF.
E REGGIMENTO GG.FF.
AFRICA SETTENTRIONALE 1941-1943
UNIFORMI DEL GRUPPO BTG.GG.FF.
E REGGIMENTO GG.FF.
AFRICA SETTENTRIONALE 1941-1943

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