Celebrata la prima Giornata della
Memoria dei giornalisti uccisi
da mafie e terrorismo

IL LIBRO DELLA MEMORIA
Lo scorso 3 maggio nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, in concomitanza con la Giornata della Libertà dell'informazione decretata dall'Assemblea Generale dell'Onu nel 1993 e organizzata annualmente dall'Unesco, è stata celebrata la prima Giornata della Memoria dei giornalisti italiani uccisi nel dopoguerra dalla criminalità mafiosa e dal terrorismo. Alla Giornata - organizzata dall'Unione Nazionale Cronisti Italiani, d'intesa con la Federazione della Stampa e l'Ordine nazionale dei giornalisti - ha concesso il suo Alto patronato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
"Mafia, camorra, terrorismo rosso e nero, in Italia. Eserciti in lotta, guerriglieri, banditi, all'estero. Persone, luoghi, motivi diversi. Accomunati da un solo nemico: nel loro mirino ci sono i cronisti - ha spiegato il Presidente dell'Unci, Guido Columba - Perché hanno il compito di raccontare alla gente quello che accade. La realtà vera, non quella di comodo che questo o quel potente o prepotente di turno vorrebbe accreditare come tale. E per essere fedeli al loro compito i giornalisti pagano un prezzo altissimo. Fino ad essere uccisi e feriti gravemente. Dal dopoguerra ad oggi - ha ricordato Columba - troppo lunga è la lista dei giornalisti italiani colpiti. A loro l'Unci ha dedicato una Giornata per ricordare, ma anche per impegnarsi affinché ciò che è stato non sia più e i cronisti possano informare liberamente e senza rischiare la vita".
CELEBRATA IL 3 MAGGIO IN CAMPIDOGLIO
I messaggi inviati dalle autorità
alla Giornata della Memoria dei giornalisti uccisi
I saluti di Giorgio Napolitano, Renato Schifani e Gianfranco Fini

Sen. Giorgio Napolitano
Presidente della Repubblica
La decisione dell'Unione Nazionale Cronisti Italiani di celebrare una Giornata del ricordo dei giornalisti uccisi dalle mafie e dal terrorismo rappresenta un doveroso e significativo omaggio a quanti hanno sacrificato la vita per onorare la professione giornalistica e i suoi valori, dando testimonianza di coraggio personale, impegno civile e dedizione ai principi costituzionali di democrazia e libertà. La manifestazione che si celebra oggi al Campidoglio, in concomitanza con la Giornata internazionale della libertà dell'informazione indetta dalle Nazioni Unite, costituisce altresì una occasione di riflessione sul ruolo essenziale dell'informazione e sul principio costituzionale su cui la libertà di informare si fonda. È con questi sentimenti che rivolgo ai promotori e ai partecipanti alla Giornata i più sentiti auspici affinché l'esempio di tanti giornalisti deceduti in aree di crisi e in zone di guerra costituisca parte essenziale di una memoria condivisa da trasmettere alle giovani generazioni.

Sen. Renato Schifani
Presidente del Senato
In occasione della cerimonia celebrativa della Giornata del ricordo dei giornalisti uccisi dalle mafie e dal terrorismo, desidero esprimere la mia più sincera adesione. Il già difficile compito al servizio della verità, che è proprio dei giornalisti e tutelato dalla nostra Carta costituzionale, ha visto eroi civili affrontare con vera consapevolezza il rischio della vita. Ha commosso e commuove la loro passione, il loro coraggio e l'essenzialità dell'approccio con il loro lavoro. Proprio questa consapevolezza nell'esercizio della loro missione ci rende maggiormente debitori ammirati e ci motiva ad un sostegno quotidiano e senza riserve. La verità, parola affascinante e spietata, ha sempre avuto ed avrà bisogno della nobile complicità dei giornalisti ed è con gratitudine che il nostro pensiero si rivolge a quanti tra loro hanno messo a rischio la vita ed in particolare ai tanti, troppi, giornalisti ed operatori dell'informazione caduti per mani mafiose o terroristiche. Uomini che ad occhi aperti hanno affrontato la morte per aprire gli occhi ai cittadini in nome della verità. Auguro pieno successo alla manifestazione e invio il mio saluto più cordiale, con un pensiero di particolare vicinanza ai familiari dei giornalisti caduti.

On. Gianfranco Fini
Presidente della Camera
È con autentico piacere che desidero rivolgere il mio saluto agli organizzatori della Giornata della memoria dei giornalisti uccisi dalle mafie e dal terrorismo, che si svolge oggi in significativa concomitanza con la Giornata della libertà dell'informazione decretata quindici anni fa dall'Assemblea delle Nazioni Unite e dall'Unesco. Il diritto ad una informazione libera e plurale è solennemente sancito dalla nostra Costituzione a tutela e garanzia dell'intero sistema democratico. Tale libertà è stata da sempre esercitata attraverso il lavoro e l'impegno appassionato e coraggioso di quanti operano nell'informazione, giornalisti ed operatori in primo luogo, che in nome della verità quotidianamente sono disposti a rischiare la propria vita. La nostra storia repubblicana è drammaticamente piena di tragiche cronache che raccontano del sacrificio di questi veri e propri martiri della libertà, tanto sul versante interno, mafie e terrorismo, quanto su quello estero, infiammato da tanti, troppi teatri di guerra. La Giornata in loro memoria deve, perciò, essere un momento fattivo per riflettere tutti insieme alle strategie possibili perché questo principio diventi sempre più effettivo nel nostro ordinamento e per capire quali siano i problemi in grado di minacciare il libero esercizio della professione giornalistica. Credo, in questo senso, che le Istituzioni in primo luogo debbano assumersi la responsabilità di fornire quelle risposte di garanzia che sono presidio e tutela dell'indipendenza dell'informazione. A quanti oggi partecipano alla cerimonia, ai familiari delle vittime in primo luogo e a tutti i giornalisti ed operatori rivolgo, dunque, il mio più sincero e ferivo ringraziamento ed augurio di buono lavoro.