PROGETTI FANTASTICI |
Il libro di Willy Ley Engineers' Dreams popolarizzò nel 1954 un concetto già vecchio di decenni: abbassare il livello del Mediterraneo, per sfruttare il dislivello rispetto agli oceani e produrre elettricità; l'idea era venuta nel 1927 all'ingegnere tedesco Herman Sörgel. Sbarrando lo stretto di Gibilterra con una diga lunga 35 km e larga 550 metri, il Mediterraneo avrebbe finito per discendere di 100 metri, al ritmo di un metro e mezzo l'anno. Il progetto fu chiamato Atlantropa o Paneuropa. Ulteriori dighe avrebbero dovuto essere costruite fra Tunisia, Sicilia e Italia, che già sarebbero rimaste quasi unite dalle terre emerse, e nei Dardanelli. Sardegna e Corsica si sarebbero unite del tutto. Ciò avrebbe separato il Mediterraneo occidentale da quello orientale, che sarebbe stato fatto calare di altri 100 metri. L'intera impresa avrebbe lasciato all'asciutto 660.000 chilometri quadrati di nuova terra da abitare e coltivare, pari a oltre il doppio dell'Italia. In compenso, nel resto del mondo gli oceani si sarebbero innalzati "solo" di un metro. Le cascate fra Atlantico e Mediterraneo, e fra l'ovest e l'est del Mediterraneo, avrebbero prodotto energia idroelettrica pari al 30% dell'attuale consumo di tutto il continente europeo. Il concetto di Sörgel ebbe vasta risonanza e fu appoggiato all'epoca da intellettuali e architetti. Inoltre, un concetto simile si sarebbe potuto applicare anche al Mar Rosso. Un'altra idea dello stesso autore fu quella di sbarrare con dighe il fiume Congo, per creare un Lago Congo di 350.000 miglia quadrate, collegarlo al preesistente Lago Ciad, trasformare quest'ultimo in un Mare del Ciad di 700.000 miglia quadrate, e unire il nuovo mare al Mediterraneo con un "secondo Nilo" per irrigare il Sahara.
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