Filippo Tommaso Marinetti

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"Di colpo
lontano dal terrestre tic-tac femminile
Agello Castoldi ed io
ci sentiamo a 200 300 metri
con furia ingoiare il bel lago spumoso
quando finalmente
si trionfa nell'entrare fra gli
illustri onnipotenti Signori
Chilometri 700 all'ora
uuuaaaa
uuuuaaaaa
uuaaaaaaaa
Deliriio dell'atmosfera che disserra
a poco a poco le sue
cose lise turchine dure
tanto tanto dure ecco si da
tutta aperta verso lo
spasimo incalcolabile
spalancarsi di volutta' e
ovatta iraconda
vi penetro dentro.
Contro le mie guance e le mie tempie
contro il casco di cuoio
sfregamento lugubre
incandescente del suo piacere tropicale
ti tengo motore strambo immenso
soprannaturale mooostro
abbattermi vuoi schiacciarmi
tenta tenta se puoi di
bruciarmi masticarmi coi tuoi
ingranaggi dentati e
martellamenti di tubi che
vampano.
Sono io il piu' forte
contro la tua raaabbia. Chi
se non io ti guidera' ti
precisera' dove vai.
Brutalmente cancellare così
un intero orizzonte
grandioso e tutto il fasto del Lago di Garda ridotto di meta'.
Che gioia vuoi scavalcare il
Mediterraneo come un
catino di porcellana e
turchese in cui si lava e si
specchia l'ovale grazioso del
sole.
Anche le montagne si
sforzano di strapparmi con
denti di vento le bozze
dell'aeropoema anche le
montagne nevosi coperchi di
scatole di regali natalizi da
cui scattiamo
giuocattoli ribelli fra tanto
rimescolio di paraventi
cristallo e seta marina
uuuuuuaaaaaaa
uuuuuuuaaaaaaaaaa
uuuaaaaaaaaaaa"

Il manifesto de La danza futurista di Marinetti apparve pubblicato nel 1917 in "L'Italia futurista". Si tratta dell'unico manifesto interamente dedicato dal teorico del movimento futurista alla danza. Contro "le danze passatiste che non si devono rievocare, ne’ esumare, ne’ rinnovare" Marinetti inneggia a una danza che sia disarmonica, sgarbata, antigraziosa, asimmetrica, dinamica, atecnica, parolibera come lo sono la Danza dello Sharpnel, la Danza della mitragliatrice e la Danza dell'aviatore. Bisognera’ aspettare Giannina Censi nel 1930 per l'attuazione di questi principi: la prima a tradurre le sensazioni del volo nelle sue aerodanze, trasformando il proprio corpo in velocita’ e ritmo di stantuffi e pulegge, ricreando quel "metallismo della danza" tanto caro a Marinetti.

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Vive la France. (fine 1914 - febbraio 1915)

Zang Tumb Tumb: Adrianopoli Ottobre 1912: Parole in Libertą. 1914






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