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LETTERE 2008

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Gentili Signori, siamo a comunicarvi la pubblicazione del volume La Grande Guerra 1914-1918 Per corso di studio a schede (Alessandro Gualtieri) nella collana «Sui campi di battaglia».
Riportiamo di seguito scheda e copertina dell'opera.
Ogni cordialità
Massimiliano Magli
 
Alessandro Gualtieri
La Grande Guerra 1914 – 1918
Percorso di studio a schede

pagg. 128 ill.
Formato: 15x21
Prima edizione: luglio 2008
ISBN 9788895774091
euro 15,00
 
Un libro per conoscere la Grande Guerra sotto ogni aspetto, disponendo degli strumenti indispensabili per dedicarsi a ogni altro studio sull’argomento. L’opera è innovativa anzitutto per la capacità di ricostruire in modo esauriente e chiaro, grazie alle schede tematiche, la vicenda del conflitto.
Il casus belli, la cronologia essenziale, i principali fronti e le più importanti battaglie, infine i materiali, gli armamenti e le tecnologie: sono i pilastri a cui si avvolgono queste pagine, completate con alcune curiosità e da un glossario.
 
Dall’opera
 
«Parlate di me ai miei fratelli – chiedeva l’ufficiale degli Alpini Adolfo Ferrero, consapevole della fine imminente – parlate di me, morto a vent’anni per la Patria. Sforzatevi di risvegliare in loro il ricordo di me chè è doloroso il pensiero di venire dimenticato da essi».
 
L’autore
 
Alessandro Gualtieri è nato a Milano, dove vive, nel 1964. Alla passione per la Grande Guerra ha dedicato anche progetti informatici come il sito www.lagrandeguerra.net e il «Centro Studi Informatico La Grande Guerra» (www.csigrandeguerra.it), nato per raccogliere e divulgare notizie, informazioni, ricerche e iniziative sulla prima guerra mondiale.

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Gentili Signori, siamo a segnalarvi l'aggiornamento del nostro sito internet (www.nordpress.com) con l'uscita dell'ultimo cofanetto per la collana «Sui campi di battaglia» (La Russia degli Italiani).
Riportiamo di seguito la scheda del cofanetto in quattro volumi.
Ogni cordialità
Massimiliano Magli

Tra il luglio del 1941 e il gennaio del 1943 il Corpo di Spedizione Italiano e l’Armata Italiana in Russia e affrontarono una catastrofica spedizione contro l’Urss di Stalin disposta dal capo del Governo Benito Mussolini, certo di accodarsi al successo finale dell’alleato tedesco.
Il 26 gennaio 1943 la battaglia di Nikolajewka sancì la tragica fine di quella folle campagna. Alla spedizione e allo sfondamento della «sacca» sul Don sono dedicate le opere di un grande giornalista come Egisto Corradi (La ritirata di Russia) e del cappellano alpino Don Carlo Chiavazza (Scritto sulla neve), fondatore della scuola di giornalismo di Torino.
Al dramma della deportazione, della prigionia e dei lavori forzati hanno invece lavorato la penna del sergente Vittorino Bozzini (Neve Rossa) e quella di don Enelio Franzoni (Memorie di prigionia), impegnato nell’Ospedale da campo 837.

Autori Vari
La Russia degli italiani - Cofanetto 4 voll
Collana: Sui campi di battaglia
 
Pagine: 112
 
Formato: 4 voll. formato 15 x 21
Prima edizione: 2008
ISBN 9788888657981
euro 35,00

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Ho il piacere di inviarVi una foto della mia raccolta di distinivi delle truppe alpine. Saro' grato a chi, disponendo di qualche distintivo isolato vorra' aiutarmi a far diventare "collezione" questa modesta raccolta fatta col cuore per l'amore e l'ammirazione che ho delle truppe alpine.
febar@iol.it

distintivi alpini
Distintivi alpini
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Signor Generale,
sono il Colonnello Cuzzelli, Comandante del 17° Reggimento Addestramento Volontari "Acqui" dell'Esercito, di guarnigione a Capua (CE), costituito nel 1703 in Savoia quale Reggimento straniero Desportes, poi 17° fanteria "Acqui" protagonista della Resistenza a Cefalonia nel 1943.
 
Abbiamo avviato una serie di iniziative finalizzate a riscoprire i tre secoli di storia del reggimento, ivi compresa la costituzione di una Sala dei Ricordi, mai esistita prima d'ora, per la quale stiamo cercando cimeli e testimonianze multimediali in tutta Italia. 
Tale Sala, che avrà finalità essenzialmente didattiche, sarà resa disponibile ai nostri Volontari in addestramento - ne riceviamo circa 2.500 all'anno -  ed ai visitatori che affluiscono numerose da tutta Italia soprattutto in occasione delle Cerimonie di Giuramento.
 
Andando a caccia di notizie ed immagini su Internet, ci siamo imbattuti nel suo sito, dove abbiamo trovato traccia di una ristampa anastatica in due volumi curata dalla Rivista Militare Europea, riferita a cinque raccolte di uniformi e bandiere dell'Armata Piemontese del '700 custodite dall'Archivio di Stato di Torino.
Le allego copia della locandina ricavata dal sito.
Dal momento che siamo certi - tramite altre fonti - che le raccolte citate contengano anche bandiere ed uniformi del Desportes e successori (Audibert, Monfort, De Sury) e che l'iconografia di cui disponiamo sul ''700 è pressochè inesistente, mi chiedevo se Lei può aiutarci a venire in possesso dei due volumi della RME, pagando ovviamente il dovuto.
 
Mi chiedo poi se per caso Lei non possieda altre immagini digitali di fotografie o documenti, non pubblicizzate su Internet, che possano interessarci.
Sarebbe troppo chiederle via mail un catalogo di miniature o un file elenco?
 
Da ultimo, colgo spudoratamente l'occasione per affrontare anche la questione della ricerca di cimeli che abbiamo avviato.
Purtroppo il Corpo non possiede più nulla del suo passato perchè nel settembre del 1943 - mentre il reggimento veniva distrutto a Cefalonia - il Deposito, rimasto a Silandro in Val Venosta, veniva occupato e spogliato di tutto dai Germanici.
Ricostituito il reggimento nel 1948, per 60 anni nulla si è più mosso sino ad oggi.
Possediamo solo una serie di uniformi storiche, riprodotte negli anni '70 dalla Brigata "Acqui" e non particolarmente corrette, che per fortuna ci consentono di cominciare non proprio da zero.
 
Quattro sono le tappe fondamentali della nostra storia alle quali vorremmo dedicare la nostra Sala dei Ricordi, ovvero l'Assedio di Torino del 1706, la Battaglia di San Martino del 1859, la Prima Guerra Mondiale e la Seconda, con particolare riguardo per Cefalonia. Il resto non lo dimenticheremo, ma certo non è possibile trovare dal nulla cimeli e ricordi di tre secoli, né abbiamo la possibilità o i mezzi per creare un Museo vero e proprio.
 
In molti ci stanno già aiutando con piccoli pezzi, insignificanti in una grande raccolta ma per noi essenziali, dal momento che non abbiamo nulla.
La Società di Solferino e San Martino, l'Associazione del Fante di Asiago per la Prima Guerra Mondiale e l'Associazione della "Acqui" per Cefalonia ci hanno già ceduto o promesso di cedere munizioni spente, parti di equipaggiamento, lame di baionetta, bottoni e fibbie, e simili.
Nel contempo, autorizzati dallo SME, ci siamo messi in contatto con il Museo della Fanteria di Roma, che ci aiuterà anch'esso per quanto possibile.
Il problema, tuttavia, sono il '700 e l'800. Il Museo Pietro Micca, ad esempio, che sicuaramente dispone di pezzettini esuberanti dell'epoca dell'Assedio, non si è mostrato troppo entusiasta, al di là di qualche fotocopia.
Ciò detto, mi permetto di chiederLe se per caso, nella rete di collezionisti che fanno capo alla sua Associazione, qualcuno disponga di qualche doppione o pezzo esuberante, di origine italiana, austriaca o francese, riferito al periodo dal 1703 al 1915, da cedere a titolo gratuito al reggimento. Senza sperare troppo, siamo comunque interessati a parti di armi bianche o da fuoco, parti di uniformi o equipaggiamento, munizioni spente, oggetti di uso quotidiano, o comunque a tutto ciò che faceva parte della vita del soldato dell'epoca, anche dissotterato, arrugginito, rovinato o sporco, nonché riproduzioni di documenti. La fonte sarà ovviamente citata all'interno della nostra raccolta e sarò lieto di stipulare con i benefattori una scrittura privata per la cessione - peraltro prevista dalle nostre sacre regole - anche perchè io devo assumere tutto in carico amministrativo sino all'ultimo spillo.
 
Nell'attesa di risentirLa, Le porgo un cordiale saluto.
G. Cuzzelli

CEFALONIA
un eccidio impunito

tratto da
"Museo Esercito Italiano"

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Gentili Signori, molti lettori ci hanno richiesto durante l'anno il volume I canti degli Alpini, già ripubblicato in due occasioni.
Purtroppo la notevole richiesta ha esaurito rapidamente entrambe le stampe. Ora l'opera è nuovamente disponibile grazie a una nuova ristampa.
Riportiamo di seguito la scheda dell'opera.
Ogni cordialità
Massimiliano Magli

Andrea Munari Gianni Potrich
I canti degli Alpini
Collana: I libri della prima guerra mondiale
Pagine: 288 Formato: 16,5 x 24
Prima edizione: 2006
ISBN 8888657649 - 22,00 euro

In trincea come nelle piazze, l'oralità bellica per eccellenza passò - ancor prima che negli ordini dei superiori - nell'autorevolezza umanissima di chi cantava: per farsi coraggio, condividere la gioia per un pericolo appena scampato, consolarsi per la morte di un commilitone, gioire per una vittoria o celebrare la fine della guerra.
In quelle voci si esprimeva una socialità gerarchicamente indistinta: cessavano i gradi e cresceva il senso di appartenenza a un corpo, a un battaglione, in definitiva alla Patria.
Dei canti alpini intonati durante la Grande Guerra la memoria si è smarrita più del previsto, lasciando spazio a poche canzoni delle quali si sono peraltro perse varianti linguistiche, peculiarità regionali e rifacimenti che riconducevano a una straordinaria proliferazione di filoni compositivi.
A tale complessità questo libro tenta di ricondurre il lettore nella volontà di contestualizzare quelle produzioni, definirne le attribuzioni, studiarne il testo storico e le relative varianti, le coloriture linguistiche, le collocazioni cronologiche. Al rigore dello studio si associa l'umanità dell'esito, insita nell'espressività dei testi analizzati, ora densi di un patriottismo quasi risorgimentale, ora commoventi per immediatezza comunicativa e crudezza evocativa.

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Cerco due famose foto che negli anni 70 si potevano vedere
appese nell'ufficio Aiutanti di Campo del Capo SME e Ministro Difesa:
 Foto n° 1 : Primo piano del  muso di un mulo con accanto l'alpino conducente  che ha un sorriso incredibilmente simile a quello del  mulo.
Foto n° 2 :  Un generale del R.E.( in grigio verde) tiene fermo e tremante sull'attenti, per rimproverarlo,  un soldato scalcinatissimo che ha in mano una gavetta. A poca distanza c'è, elegantissimo, un ufficiale di cavalleria , l' Aiutante di Campo.
 
Si tratta di due foto bellisime che si potevano vedere solo negli Uffici di chi "contava." Oggi credo non avrebbero prezzo.
Ma chi le avrà ancora ? Chissà, che tramite voi non escano fuori !



La prima immagine è una cartolina edita da "Collezioni f",
che può vedere dal "Museo Alpini" (
http://www.collezioni-f.it/alpini/museoalpini.html ) sotto
la voce "I collezionisti alpini" (
http://www.collezioni-f.it/alpini/alpinihome.html ).
La seconda cartolina per ora non siamo riusciti a trovarla,
comunque dovrebbe essere nello stesso sito.

Cordiali saluti,

Pier Giorgio Franzosi

Sono passati circa trenta anni da quando vidi quella fotografia. Da allora non l'ho mai dimenticata e l'ho sempre cercata col desiderio di appendermela in un angolino del mio studio !
Sono riconoscente e cercherò di contraccambiare la sua cortesia con qualche "chicca" che ho tra le mie cose.
Personalmente potrei inviarvi documentazione relativa all'ncredibile impiego di una batteria artiglieria da campagna ( !) ( allora comandata da mio Padre) in posizione tra Averau e 5 Torri contro Sass di Stria e Falzarego. Ho diverse interessanti foto  e diario di guerra. (1915)
Mi auguro frattanto  che prima o poi esca fuori il fortunato possessore della foto "il cazziatone", anche questa da primo premio assoluto come quella del mus ! 
Rinnovando il mio grazie, contraccambio i più cordiali saluti formulando auguri di Buon Anno .
Federico Barbacini

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