
Prego inviare risposte a:
Pier Giorgio Franzosi
www.collezioni-f.it
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Fax 0656309819
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Gen. (Ris.) Lorenzo Audisio |
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Caro Pier Giorgio
Rispondo con piacere alle tue domande intervista, sperando di portare il mio granello di sabbia alla ricerca dellanima del 12° corso. Sappi innanzitutto che mi trovo nella carrozza di mezzo cioè nella Riserva, e ne sono contento.
La compagnia è buona (riservisti e antichi compagni), ma un po scarsa di numero. Del resto non puoi avere tutti gli amici che vorresti avere né tutta la compagnia che ti piacerebbe.
Quando lelicottero già avrebbe potuto raggiungerci in pochi minuti con tutto il necessario, trasportavamo i nostri viveri e le nostre armi più pesanti a dorso di mulo con il risultato, non rado, che questi generosi animali si sfiancavano durante le salite più ripide, e qualcuno di essi vinto dalla fatica, stramazzava al suolo tra le urla e la concitazione dei conducenti e nel disastro generale del carico.
Se farei la stessa strada? Penso di si.
Si camminava molto. Quando eri fuori con tutto il tuo reparto per arrampicarti da qualche parte, nessuno ti poteva raggiungere e ogni decisione era nelle tue mani.
Da alcuni anni tutto questo è finito e il mio treno è andato a spasso zigzagando qua e là. |
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Dott. Nicola Catalini |
Caro Pier Giorgio,
innanzitutto complimenti sinceri per il sito che hai ideato e che gestisci con tanta professionalita'; da quando l'ho scoperto lo visito abbastanza regolarmente.
Non nascondo che mi trovo in difficolta' a voler rispondere alle tue domande perche' s'intendono rivolte ad un "pubblico militare" ed io, ormai da svariati anni, ho abbandonato la vita militare ma vorrei ugualmente tentar di spiegare il mio pensiero senza rispondere direttamente alle "tre" domande.
Conservo sempre un bellissimo ricordo dei tempi passati con le stellette e degli amici, anche e maggiormente quelli che "sono andati avanti", con i quali ho passato i frenetici anni di Modena, di Torino e poi quelli al reparto; con alcuni di loro ho cercato di mantenere i contatti anche se, debbo riconoscere, con scarso successo escluso quei pochi raduni a cui ho potuto partecipare.
Rimango fermamente convinto che la formazione ricevuta in Accademia mi abbia notevolmente aiutato ad affrontare e risolvere le difficolta' della vita quando si sono manifestate.
La terza domanda mi lascia perplesso anche perche' non esiste una controprova; per es. nel mio caso non e' stata una decisione improvvisa, quella di lasciare l'Esercito, ma un complesso di svariate circostanze, indipendenti e susseguentesi l'una all'altra, così come posso dire che lo sia stata la decisione che mi ha portato ad impegnarmi, come medico volontario, nell'aiutare le persone derelitte di questo continente che e' diventato una mia seconda casa.
Quando iniziai la mia attivita', di cooperazione in Africa, il mio impegno era solo quello dell'insegnamento ma, stando continuamente a contatto con una realta' che non avevo mai toccato con mano e che, con il passare del tempo, imparavo a conoscere sempre piu' e' stato naturale un mio accresciuto coinvolgimento fino a farmi dimettere volontariamente, anno 1992, dall'Univerita' di Roma per dedicarmi a tempo pieno al nuovo compito che mi ero prefisso.
Il mio desiderio e' quello di continuare ancora questa mia attivita' ma penso che, prima o poi, arrivera' anche per me il momento di salire sul vostro treno, che auguro sia sempre molto lento, in una nuova carrozza agganciata in coda, che spero non rifiuterete, quella dei "pensionati civili del 12°" in modo da chiudere un ideale cerchio iniziato in un lontano ottobre 1955.
Con i miei piu' affettuosi auguri
Nicola Catalini
PS.: ti allego due foto che sono separate da piu' di 40 anni: una ai tempi del Rgt Lagunari (1961) e l'altra di questo periodo (2002); decidi liberamente come e se utilizzarle.
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Gen. (ris.) Vincenzo Dobelli
Sul treno ci sono tre rappresentanti di categoria.
Viaggiano nello stesso scompartimento perché sono coetanei ma il loro atteggiamento è differente in quanto sono saliti a stazioni diverse.
Il primo, in bilico sul margine del sedile, sfoglia nervosamente il giornale.
Il secondo, rilassato sui braccioli, guarda fuori dal finestrino. Gli occhi sono fermi sul mondo che scorre, la mente naviga al di là del paesaggio.
Il terzo, sprofondato nella poltrona, dorme tranquillo con un libro aperto tra le mani.
Nello stato attuale di riservista novello, mi trovo nella posizione di mezzo : la migliore per rispondere alle domande che seguono con pacata obiettività.
Se dichiarassi di ritenere che l Italia abbia avuto voce limpida o autorevole nella gestione delle vicende indicate nel tema sarei bugiardo.
Al contrario, sono sicuro che, nel periodo in esame, il nostro Paese, per insufficienza di mezzi e difetto di credibilità, sia stato, per restare nella metafora ferroviaria, tra i vagoni di coda al traino della locomotiva statunitense.
Di conseguenza, sono altrettanto convinto che l Esercito, il 12° Corso e la mia persona, carichi alla partenza di entusiasmo e desiderio di far bene, abbiano incontrato lungo il cammino, ciascuno al proprio livello, ostacoli generalmente inutili, a volte grotteschi, spesso proibitivi, portatori di progressiva decompressione.
LIstituzione mi ha offerto molto, soprattutto sul piano delleducazione morale, della selezione dei valori e della conoscenza umana.
Mi ha insegnato a scoprire gli aspetti positivi del sacrificio ingiustificato e a valorizzare il lato divertente delle situazioni.
Mi ha proposto esperienze eterogenee e impegni flessibili, impensabili in altri settori.
Per esprimere la mia gratitudine, ho risposto scegliendo come compagno di viaggio lo scrupolo di coscienza e porgendo quanto avessi di meglio, anche se orientato a nuotare contro corrente dalla consapevolezza di essere un militare poco militarista.
Dopo quarantanni di servizio, posso affermare con buona soddisfazione di essere stato giudice senza toga, professore senza cattedra, predicatore senza saio e altro di simile.
La fotografia testimonia i miei trascorsi di capo-cordata senza piccozza.
Per volontà della sorte, ho fatto il comandante senza partecipare a guerre o missioni di pace.
Tirate le somme, mi trovo soddisfatto di aver scalato tante colline ma esposto a soffrire il confronto con chi abbia raggiunto la vetta di una montagna.
In parole povere, mi è mancata loccasione di sentirmi qualcuno davanti allo specchio.
Per questo la mia risposta non può essere affermativa e se, conservando lesperienza acquisita, potessi tornare al 1955, cercherei unaltra strada.
Domanda insidiosa : e se tu fossi arrivato ai vertici della gerarchia ?
Avrei indossato labito del priore continuando a non essere monaco. La negazione permane.
Domanda di salvataggio : Oggi i tempi sono cambiati e lEsercito sta diventando oggetto di innovazioni clamorose. Saresti disposto a tornare ventenne per ripartire da questo momento ?
Il quesito è stimolante ma, prima di rispondere, dovrei restare alla finestra ancora un po.
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