Editoriale del numero 99 Luglio - agosto 2001

Gen. Ottogalli

IL CAPO DI SM DELL'ESERCITO
Tenente Generale Gianfranco Ottogalli


Gen. Mosca Moschini

IL CAPO DI STATO MAGGIORE DELLA DIFESA
Generale Rolando MOSCA MOSCHINI

INTERVISTA AL 12° CORSO DELL'ACCADEMIA MILITARE

Il Gen. Gianfranco Ottogalli, il 16 maggio scorso, al passaggio delle consegne alla presenza delle massime autorita', ha affermato:

"La mia massima e scrupolosa attenzione sara' quella di migliorare la qualita' della vita degli uomini in divisa, evitando loro, per quanto possibile, disagi materiali e morali."

E' vero: "i disagi materiali e morali" hanno quasi sempre condizionato la nostra vita, ma questo fa parte delle problematiche militari che, forse, non si possono risolvere solo con la buona volonta'. Così e' sempre stata e probabilmente continuera' ad essere, sia pure con i possibili miglioramenti, la condizione militare, specialmente quando si diffonde la sensazione che i militari non servono piu'.

L'impegno del nuovo Capo di SME e' comunque confortante, perché i militari non sentono certamente il bisogno di un vertice che renda ancor piu' critica la vita di ogni giorno con una "gestione del Personale" basata prevalentemente sull'impiego "a dispetto".

Comunque ci sono anche altri problemi: non si tratta soltanto dell'"avere" ( migliori stipendi, meno trasferimenti, ecc.), ma soprattutto dell'"essere" (mancati riconoscimenti, certezza dell'onore e del diritto, situazione dei pensionati, dei malati ecc.).
Lo abbiamo capito intervistando un campione molto rappresentativo di ufficiali: il 12° Corso, che nell'ottobre 1955 entrava con 436 allievi all'Accademia Militare di Modena; oggi hanno lasciato tutti il servizio attivo, tranne tre richiamati in servizio per importanti incarichi, tra i quali il Comandante Generale dei Carabinieri, Quarta Forza Armata dello Stato.
Si trovano in pensione 22 Tenenti Generali, 12 Maggior Generali, 13 Brigadier Generali, mentre sono complessivamente oltre un centinaio gli appartenenti al 12° Corso che, durante gli anni, hanno preferito all'uniforme altre attivita' di prestigio nella societa' civile, e che spesso partecipano ai nostri raduni.

"Collezioni F" ha intervistato tutti questi ufficiali del 12° Corso, ottenendo interessanti risposte sulle loro esperienze, con un quadro complessivo per certi aspetti sorprendente, per i valori emersi.
Le interviste vengono integralmente pubblicate in questo sito: molti hanno dichiarato di aver ricevuto tanto dall'esercito, altri sono entusiasti della loro carriera, pochi si lamentano del trattamento ricevuto.
L'ultima domanda dell'intervista era la seguente: "Se dovessimo ricominciare daccapo, rifaresti la stessa strada?". La maggioranza ha confermato con entusiasmo, alcuni hanno detto si, pero' "non mi farebbero pił fesso".

Queste interviste continuano anche con il 96° Corso SM per individuare i problemi dei pensionati, che saranno presentati al Capo SMD, e quelli dei malati, al Ministro della Difesa.
Stanno emergendo incredibili situazioni, tutte documentate da fatti concreti.

Per gli ufficiali, il vero problema emerso non e' dunque quello dell'"avere", ma quello dell'"essere": una riprova, anche se marginale, si ha osservando la reazione pressoché unanime del 12° Corso, di sdegno, per il mancato raggiungimento da parte del proprio "Capo Corso", del ruolo di Capo del Corpo degli Ingegneri, che tutti davano per scontata, conoscendo il suo curriculum di tutto rispetto e, soprattutto, direttamente il personaggio, indiscutibile in oltre 40 anni di continui rapporti personali con i colleghi.

Sarebbe opportuno riesaminare la genesi di questo caso, che interessa l'"essere" di un intero Corso, che ha la cultura "dei fatti", non "delle parole".

Aspettiamo tutti un segnale concreto, che ci riporti l'ottimismo per il futuro dell'Esercito.

Pier Giorgio Franzosi








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