Editoriale del numero 101 Novembre - dicembre 2001

NON SONO AMERICANO
SONO ITALIANO E ME NE VANTO



All'indomani degli atti terroristici dell'11 settembre era stato importante scrivere sui giornali che "siamo tutti americani", come nell'editoriale del "Corriere della Sera" e di quello di "Le Monde", perche' i simboli colpiti dagli aerei bomba riguardavano l'intero Occidente, le nostre liberta', le societa' aperte, i valori delle democrazie.
"Tutti americani" dunque, e d'accordo in quella circostanza, perche' tutti siamo stati simbolicamente colpiti nei nostri comuni sentimenti.

Ma ora bisogna distinguere: un conto e' la risposta immediata a un'offesa terribile, che porta con se' la retorica dello sventolio delle bandiere, un altro conto e' considerare le differenze che esistono per individuare e colpire "il nemico".
In quest'ultimo caso io non sono piu' americano, ma sono italiano, con la nostra cultura e le tradizioni del nostro popolo.

Troppo gravi rimangono le sperequazioni nel mondo: piu' gli USA diventano ricchi, piu' la poverta' del resto del mondo diventa inaccettabile. In media un americano e' 20 volte piu' ricco di un cittadino del terzo mondo; questo genera un'inquietitudine e un male di vivere che e' all'origine dell'odio e del terrorismo.
La poverta' alimenta la disperazione; l'umiliazione e la frustazione esplodono nel gesto disperato e nell'appoggio al terrorismo.
Perche' si denuncia fino all'ossessione il terribile attentato alle torri gemelle e da anni non si dice nulla dei milioni di bambini che muoiono per mancanza di cure e di cibo?
Perche' quelle micidiali bombe non vengono sganciate sulle piantagioni di oppio?

Cari soldati italiani che state per partire, purtroppo voi siete come quegli alpini mandati da Mussolini a combattere contro la Francia, perche' aveva bisogno di alcune migliaia di morti prima di sedere al tavolo delle trattative.
Io condanno quel modo amerikano di fare la guerra e quel sentimento amerikano con cui si vogliono instaurare i rapporti internazionali.

Pier Giorgio Franzosi

8/11/2001

Vignetta tratta
da "La Repubblica"




Jacopo Amigoni
Giunone riceve la testa di Argo
1730, olio su tela


QUEI BUROCRATI DELLA DIFESA
"FORTI CON I DEBOLI E DEBOLI CON I FORTI"

Le pratiche di pensione ordinaria, quelle di pensione privilegiata e in genere tutte quelle disposizioni amministrative che riguardano i militari che vanno in pensione, sono davvero un universo indecifrabile e complicato, che scoraggia chi non si e' preparato in tempo a conoscere e a far valere i propri diritti.

Soltanto pochi ben "ammanicati" riescono a sapere tutto e ad essere accontentati in termini di tempo accettabili, mentre tutti gli altri devono combattere una dura battaglia personale per capire come bisogna affrontare i problemi, con scontri ed umiliazioni di ogni genere con taluni burocrati dell'amministrazione, che nei confronti degli interessati si comportano come esseri soprannaturali dotati di poteri superiori.

C'e' un gusto sadico, che assaporano questi burocrati, nel far soffrire i pensionati (che talvolta sono stati loro comandanti) e li appaga di tutte le frustrazioni che hanno accumulato in anni di servizio.

Il "rendere difficile il facile attraverso l'inutile" rappresenta la loro forza; le loro armi sono i codicilli di impensate norme, tra le quali si trova di tutto, compreso l'obbligo di certificare che siete voi stessi, col certificato di nascita originale, da autenticare nei modi piu' complicati.

Per fortuna il ministro Bassanini ha semplificato molto i problemi, ma la battaglia non e' ancora vinta, perche' questi burocrati non si arrendono mai.

Provate a consultare l'elenco telefonico della Difesa preparato da loro, pubblicato sui volumi distribuiti dalla Telecom a tutti gli abbonati al telefono: e' fatto per depistare, non troverete facilmente l'ufficio che cercate, e' incompleto, irrazionale, incredibilmente confuso, volutamente pieno di omissioni, perche' "loro" non devono essere disturbati.

Se per puro caso trovate il "loro" numero provate a chiamare: quasi sempre nessuno risponde, per la pausa cappuccino con cornetto (che comunque e' pensionabile); richiamate: troverete occupato; se siete fortunati e qualcuno vi risponde, sarete scaricati in un labirinto di uffici scaricabarile dal quale non riuscirete piu' ad uscire.

I burocrati della Difesa sono piu' agguerriti e specializzati nel depistaggio rispetto a quelli di altri Ministeri, loro complici, che comunque sono altrettanto micidiali, specialmente quelli delle Poste e quelli della Pubblica Istruzione.

Il giorno in cui ci libereremo di questi parassiti, pronti a tutti i compromessi e a tutti i contratti con i potenti, ma durissimi con i piu' deboli, sara' una vera vittoria nazionale, e la Difesa fara' un grande passo avanti.

Quando troveremo un ministro capace di liberarci di questi burocrati, forti con i deboli e deboli con i forti?


Pier Giorgio Franzosi




Editoriale del nr. 00 settembre-ottobre 2001

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Editoriali dei nr. 97 marzo-aprile 2001 e del nr. 98 maggio-giugno 2001

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