vignetta taratta da
"Corriere della Sera" 18 dic 2002

Editoriale del numero 108
Gennaio - febbraio 2003




HANNO
TRASFORMATO
GLI ALPINI
IN "PROVA D'AMORE"
PER GLI USA

Serie di quattro acquarelli
di Amleto Fiore sul
battaglione alpini "Susa".




I mille alpini che nel marzo 2003 andranno in Afghanistan, a pattugliare le montagne al confine con il Pakistan, non sono - come dicono gli americani - quei "soldati leggendari e famosi per le loro imprese, su tutti i fronti di guerra", come si legge nelle loro recenti interviste.

Anzitutto i reparti sono stati privati dei muli, con una decisione incredibilmente superficiale, e ora si troveranno tra le montagne afgane col solo cordone ombelicale degli elicotteri, che in caso di brutto tempo non saranno in grado ne' di rifornirli ne' di trasportare munizioni, armi di reparto e feriti.
Inoltre gli alpini non dispongono dei visori notturni An/Pvs-7, in dotazione agli americani, indispensabili per il tipo di lotta che sono chiamati a condurre alla ricerca di terroristi che si muovono in piccoli nuclei di notte.

Le montagne afgane non sono le colline abruzzesi; i terroristi di Al Qaeda si spostano e si nascondono nel loro ambiente, organizzato adeguatamente, come "i pesci nell'acqua", mentre gli attuali reparti alpini, che non conoscono la zona, si troveranno inchiodati al terreno e, in caso di avverse condizioni meteorologiche, saranno impossibilitati a rifornirsi.
Le artiglierie non potranno sostenerli convenientemente, per difficolta' di movimento, e il sostegno aereo sara' problematico tra i monti.
Alle alte quote gli elicotteri saranno molto vulnerabili, con le piccole armi dei cecchini puntate dai fianchi delle montagne.

Guardiamo ora allo spirito leggendario degli alpini, che derivava dai particolari legami, sia col territorio sia con le popolazioni delle Alpi: questi legami oggi sono stati spezzati, con un'altra incredibile decisione superficiale dello SME, perche' gli alpini non sono piu' i figli delle famiglie montanare che si tramandavano il cappello alpino di padre in figlio come una reliquia, ma i giovani disoccupati meridionali, isolati e senza tradizioni alpine. Potranno essere bravi soldati, ma certamente non sono gli "invincibili alpini" nel loro ambiente.

Allora, signori ufficiali americani di Stato Maggiore della base di Tampa, (il cervello che dirige la guerra al terrorismo), siete davvero convinti che quei poveri "scugnizzi", che invierete al vostro posto a snidare tra le montagne quegli scatenati talebani sanguinari, siano davvero gli "eredi dei gloriosi reparti alpini", che tanto state magnificando nelle pubbliche relazioni, forse per trovare un alibi alle brutte figure, che voi tra quei monti avete gia' abbondantemente sperimentato con le vostre truppe da montagna?

Sono convinto che aveva ragione Bismarck, un secolo fa, quando sentenziava: "C'e' una speciale provvidenza divina per i matti, gli ubriachi e gli Stati Uniti d'America"; speriamo che sia vero per i nostri alpini.

Ma questi mille alpini sono stati davvero richiesti dagli USA o sono una "prova d'amore" gratuita del nostro governo, sempre molto ossequioso alle richieste di oltre oceano, come dimostrano gli atteggiamenti contrari alla richiesta di Francia e Germania, che non sono cadute nella trappola dell'Afghanistan, molto piu' pericolosa del Vietnam?

Pier Giorgio Franzosi




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