Editoriale del numero 107 Novembre - dicembre 2002





LA NUOVA VITA DEL VITTORIANO
MOSTRE RECORD CONTRO IL PARERE DI ALCUNI GENERALI CONSERVATORI



Il Vittoriano e' stato per anni chiuso al pubblico per volonta' di alcuni generali conservatori, in tutt'altre faccende affacendati e incapaci di capire la potenzialita' della struttura.

C'e' voluto, per sbloccare questa assurda situazione, l'autorevole intervento del Presidente Ciampi, lo scorso anno, per riportare il monumento a nuova vita ed ottenere sorprendenti risultati.

Il monumento ha aumentato gli spazi disponibili ed e' diventato un luogo di mostre, con numero di visitatori sempre maggiore. Ora e' conosciuto anche all'estero per attivita' e programmazione.

I musei stranieri volentieri cedono le loro opere: dagli Impressionisti, con la grande mostra di Klimt, Kokoschka e Schiele (245 mila visitatori da ottobre 2001 a febbraio 2002) e di Cezanne (216 mila visitatori da marzo ad oggi), agli Espressionisti, inaugurata il 3 ottobre 2002 con 170 opere da tutto il mondo, per la quale si preannuncia un grande successo di pubblico.

Gli Espressionisti, inconfondibili con il loro segno marcato e sofferente, i colori cupi e pastosi, capaci di infastidire il potere e i nazisti, con una carica emotiva ed espressiva senza pari, sono arrivati per la prima volta al Vittoriano con il loro forte realismo, da vincitori. Erano spinti dalla voglia di creare qualcosa di nuovo; l'Espressionismo, infatti, nacque dal bisogno di trovare una risposta alla crisi che stava emergendo nella societa' europea, che il positivismo e l'impressionismo non erano riusciti a interpretare.

Il prossimo marzo al Vittoriano arrivera' la rassegna dedicata al "Ritratto impressionista da Manet a Gauguin", con opere da tutto il mondo.

E pensare che negli anni ottanta la "Rivista Militare", per cinque anni di seguito, aveva chiesto alla Difesa di organizzare le mostre "Militaria in Europa" al Vittoriano, ottenendo sempre come risposta che il monumento "non si prestava ed era inadatto per le mostre".
Così la Rivista si rivolse al Comune di Roma, che mise a disposizione i locali del "Museo della civilta' romana", ottenendo per cinque edizioni della mostra una media di oltre 200 mila visitatori ogni anno.

Quanti danni puo' fare alle Istituzioni militari e alla societa' un ufficiale al vertice, insensibile ai valori della storia e della cultura!
D'altra parte, a ben guardare i programmi di studio delle scuole militari, sovraccarichi di tecnicismo e di infiniti contenuti scientifici, privi di cultura umanistica e di storia, non c'e' da stupirsi di incontrare ai vertici ufficiali fuori dal mondo e incapaci di valutare la realta' della vita sociale.

E non c'e' nemmeno da stupirsi che l'Italia sia l'unico Paese in Europa a non possedere un museo dell'Esercito e che i giovani nulla sappiano delle nostre belle tradizioni militari.




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