Editoriale del numero 103 Marzo - aprile 2002

FATTO L'EURO FACCIAMO GLI EUROPEI
POI AVANTI CON GLI "STATI UNITI D'EUROPA"



Saremo capaci di diventare europei, con l'euro finalmente in tasca?
Purtroppo non esistono piu' uomini come De Gasperi, Schumann e Spinelli o capi di stato come Kohl e Mitterand.

Abbiamo piccoli ducetti come Bossi e Maroni, che non vogliono perdere nulla del loro potere a favore degli organi di Bruxelles: come faremo a raggiungere l'integrazione, con la mina vagante del protezionismo "particolare" lungo il percorso?

Le prime avvisaglie le abbiamo gia' sperimentate, con il siluramento dell'ottimo nostro ministro degli esteri.
Ci aspettano chiusure oligopolistiche, protezionismi corporativi, eccessi di spesa pubblica e carenze negli investimenti in ricerca e sviluppo.

Per mandare pochissimi soldati a Kabul sembrava alla TV che il Ministro della Difesa dovesse muovere l'Armata del Piave il 24 maggio; anche per liberalizzare il mercato del lavoro sono emersi interessi di bottega ed egoismi che hanno diffuso un allarmante euroscetticismo; la spesa europea per la difesa e' frammentata nei bilanci di 15 paesi diversi, secondo 15 pianificazioni di 15 ministeri diversi.

Che ne pensera' il resto del mondo degli "Stati Uniti d'Europa"?
Lo si capisce ogni giorno dalla quotazione sul mercato dell'euro, schiacciato dalla potenza del dollaro, almeno fino a quando i nostri ducetti non capiranno che converra' a tutti seguire prospettive unitarie.


Pier Giorgio Franzosi








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