Riflessioni d un ex. Alpino della 92° cp. Febbraio 2003
Nel visitare il Suo sito mi fermo volentieri ad leggere con particolare attenzione i curriculum vitae dei Generali dItalia e i racconti sulla loro vita d accademia.
Alla fine laccorta lettura mi ha fatto riflettere su scelte di vita che allora (1967) il sottoscritto non fu in grado di fare.
Origini
Umilissime, famiglia di lavoratori.
Padre lombardo operaio edile, madre casalinga, lui proveniente da Mantova,
lei dal Friuli ma nativa di Padova.
Nel 1944 si trasferiranno a Bolzano e lavoreranno nelle fabbriche pesanti
dove si conosceranno e formeranno poi una famiglia.
La zona che abiteranno si chiama/va Don Bosco. In nome stesso suggerisce
trattasi di un rione di lavoratori, gente semplice.
Allora la media borghesia composta da avvocati, medici e magistrati si era gia
installata da anni nei punti cardinali della citta ma per gli ultimi arrivati come
i miei genitori bisognava costruirsi un nuovo futuro con il solo ausilio delle braccia.
L insediamento degli italiani in periferia Sud di Bolzano era stato iniziato
da Mussolini nel 1920 e culminera con un forte aumento della popolazione italiana
ivi trasferitavi dopo l alluvione del polesine.
Dal loro matrimonio nasceranno 3 figli maschi.
La madre, padovana di nascita imprimera loro per sempre l accento veneto.
Il primo nato nel 1946, diverra geometra, e sara scartato alla visita di leva.
Il secondo (io), perito industriale dovra conoscere l emigrazione.
Il terzo, sottufficiale dei carabinieri, si gode gia la pensione.
A dire la verita niente male per l epoca descritta, considerando il fatto che allora
Il fascio "basso" della popolazione stava provando forse per la prima volta l emozione
nel salire il primo gradino di una Universita o d Accademia d Italia.
Infanzia
Allora nel rione Don Bosco noi, nipoti degli Italiani di Vittorio Veneto ci trovavamo
rispetto ad altre famiglie di media borgesia nello svantaggio di vivere come in
una "riserva" di indiani.
Ci si muoveva nell aggregato delle casette fino nei prossimi dintorni, limitati
dalle campagne coltivate a frutta e controllate dai guadiacaccia tirolesi.
Ogni casetta custodiva quattro famiglie, ciascuna di esse aveva un pezzo d`orto.
Il linguaggio corrente era il dialetto "veneto" mentre il "meridionale " allora
a differenza d oggi non aveva ancora preso piede ed era male sopportato dal vicinato.
Cosicche non restava altro che giocare a pallone, di andare a scuola, all` oratorio
e soprattutto a messa.
Passa il tempo, e dopo le scuole elementari si inizia a setacciare la scolaresca per
riconoscere se i giovani dovranno imparare una professione o andare alle superiori.
Io andai assieme al "branco" prima alle Medie e poi all` Istituto Tecnico Industriale.
Attentati dinamitardi
Siamo negli anni 60, ricordo benissimo quando di sera si ritornava a casa dalla scuola e
specialmente d inverno (alle 5 era gia buio) fummo controllati dai soldati dell Esercito con il mitra spianato, ma noi nelle cartelle tenevamo solo i testi scolastici.
Una volta di notte, siamo saltati dal letto in cortile perche era stato fatto saltare un poggiolo sul condominio vicino a noi.
Piü`avanti al CAR di Cuneo gli istruttori bresciani ci chiameranno con il sopranome di
"Tralicci", solo perche avevamo il torto si essere nati in Altoadige.
Maturita tecnica
Il tempo scorre, si iniziano le scuole superiori.
La fanfara alpina che allora alliettava la nostra citta ad ogni estate, oggi non c e piu.
Verso il 16° anno di eta, i problemi d adolescenza vanno decrescendo e inizia
un processo mentale che pone le basi del futuro dell individuo.
I futuri ragionieri, geometri, e periti avevano una migliore facilita di associazione
rispetto ai liceali che custodivano con estrema gelosia il loro mondo filosofico-umanistico mantenendo una calcolata distanza verso gli studenti degli istituti tecnici.
Tale impressione risultava ancora piu evidente sopratutto dopo avere riscontrato
le classifiche ottenute nel Festival studentesco musicale che si teneva ad ogni anno .
A Primavera 1967 pochi mesi prima dell` esame di stato, un Ufficiale dellEsercito visita
il nostro Istituto e fa projettare in aula magna un documentario sulle FF.AA. consigliandoci
poi di intraprendere la carriera militare daccademia.
A luglio 1967 inizia per noi l esame di Stato, i professori vengono dall esterno.
Su 24 studenti della mia classe solo pochi tagliano il traguardo nella 1° sessione, io
lo tagliero in 2° , mentre per piu d un terzo ci sara la bocciatura.
A Settembre ricevo il Diploma, 10 giorni dopo mi arriva la cartolina di precetto.
Chiamata alle armi
Finite le superiori, mio padre voleva a tutti i costi vedermi lauerato, per avere la soddisfazione di avere un figlio studiato e sopratutto per presentarlo alla sua parentela
mantovana rimasta nelle campagne torride della pianura padana.
Si aveva deciso per Ingegneria elettrotecnica a Padova, io dovevo solo partire e arrivare
senza perdere un solo anno accademico. In cambio mio padre mi avrebbe finanziato gli studi e la stanza.Tale progetto come si vedra in seguito fu bocciato da un destino avverso.
La cartolina di precetto mi obbligo ad iniziare il servizio di leva, cosicche partii con un coetaneo alla volta del CAR di Cuneo, e li rimasi fino ad inizio Gennaio 68, dove una tradotta partendo da Cuneo mi porto ai reparti alpini . (Bressanone)
Smontammo dal treno con lo zaino di jutta, e sfondammo fino al ginocchio nella neve
che continuava a cadere mostrando le sembianze della tormenta.
Di li ci caricano subito nei camion e ci portano alla 92° Cmp. di Brunico.
Il viaggio di 30 Km. sotto la "prima bufera" faceva prevedere come minimo l`arrivo di una polmonite collettiva.
Giunti alla 92° rimanemmo sotto i ripari duna autorimessa fin quando il cap. dA ci prese in consegna, un rigoroso ufficiale di complemento, abruzzese..
Nella stessa estate perirono 2 commilitoni in incidente escursionistico.
A Cuneo fui comandato e maltrattato da ex bolzanini con il baffo da sergente si, ma privi di diploma. A nulla valse la mia conoscenza d infanzia con loro, i sacchi di carbone dovevo trasportarli lo stesso. Quello che contava era il grado militare.
La stessa cosa als 6° Rgt. quando riconobbi in un AUC un ex. compagno di scuola elementare il quale mi invito` a far parte di una squadra per compiere un lavoraccio alle pendici del
Monte Cristallo. Si trattava di scavare un condotto d acqua in terreno roccioso per scopi di irrigazione privata.
Lui per questa impresa si guadagno poi dal colonello la stelletta da sottotenente, noi
ci spacammo le mani con la pala e il picco.
Tra gli ufficiali del cmd. di Rgt. alcuni gia col grado di capitano o maggiore erano
"panciuti" e la maggior parte dei mesi sedevano al tavolo di scrivania.
Mi colpisce un lutto
Ai primi di Febr.68 si parte per il campo invernale. (Corvara, val Badia).
Dopo due giorni la compagnia viene colpita da meningite acuta, e tutti ritornano a Brunico.
Alcuni rimangono, altri vengono trasferiti al 6° Rgt. compreso io, altri vanno in O.P.
Passa il tempo e si fanno le crocette sul calendario.
Arriva il 26 Apr.68 e alle ore 17 vengo chiamato in foreria dove mi viene consegnata una licenza di 8 giorni. Non mi viene detto niente, solamante di andare a casa che e successo qualcosa. Giunto a casa appresi la notitia della morte di mio padre causata da un incidente in
cantiere. Alle ore 22 corsi subito all obitorio, 5 Km. a piedi di marcia affrettata ancora vestito
in divisa per visitare la salma del mio povero padre, scena agghiacciante.
Da quel momento mi crollo il mondo adosso e rimasi senza guida.
Tre giorni dopo il funerale ritornai in caserma, dove portai a termine il servizio militare.
Alla data di congedo 17 Dec.68 sapevo benissimo che mia madre a casa non mi poteva
tenere, primo perche non aveva avuto ancora ricevuto la pensione di vedova, secondo perche
doveva ancora finanziare il processo civile causa l incidente mortale.
Io arrivato a casa ho dovuto subito dimenticare il progetto di studiare a Padova dato che il finanziatore non cera piu.
Avevo pensato anche di ritornare al 6° Alpini e di chiedere al cmd. di Rgt. se mi potevo riarruolare come "firmaiolo", sfidando le derisa dei miei ex. commilitoni e conoscienti,
ma non ne ebbi il coraggio.
Rapporti con gli ufficiali
Sotto la naja di allora la truppa aveva un certo timore nel rivolgere la parola ad un superiore.
A Brunico sulle scale interne della 92° rivolsi un giorno la parola al Ten. V chiamandolo semplicemente "Tenente V "
Mi richiamo subito all ordine rispondendomi che va chiamato "Signor Tenente V.." e non semplicemenete "Tenente V.."
Era un proveniente d` accademia e l ho ritrovato l anno scorso in Sito internet sfogliando la lista dei comandanti di Btg. e come prevedevo divento anche lui generale.
Tra le liste ho trovato anche il gen. M perito elettr. della mia eta, che nel 1966 soprattutto per onorare la memoria di suo padre (ex alpino del Tirano) entro in accademia a Modena.
Nelle guerre d indipendenza degli Stati Uniti dAmerica un soldato doveva chiedere
un permesso speciale per poter parlare con un ufficiale specialmente se era uno di colore.
A Stalingrado in Vietnam non lo so, mi piacerebbe saperlo.
Con il capellano militare del 6° invece non si avvertiva nessuna gerarchia, al contrario
sembrava di parlare con il parroco dell oratorio.
Storia dItalia: unbekannt !
Allora nel 1967, la cultura sulla Storia d Italia nei soldati di truppa non era un gran che, specialmente tra i ladini e südtirolesi.
Allora di südtirolesi tra gli alpini ce nerano pochi e di ufficiali non ne conobbi nemmeno uno.
Tanti südtirolesi furono mandati (extra) a Bari o Barletta per il servizio militare.
Nessuno sapeva perche e da chi l` Alto Adige fu annesso all Italia, per non parlarne
poi della storia del risorgimento italiano e delle relative figure emergenti.
Per di piu i nostri comandanti di compagnia non ci hanno nemmeno detto che nelle vicinanze
delle nostri sedi cera Monte Piana, per non parlarne poi della Guerra sulla Marmolada, M.Grappa, M.Pasubio.
Figuriamoci poi se il capitano abbruzzese avesse saputo della storia dell Alpino che sul
M. Paterno freddo l attacco di Sepp Innerhofer un noto figlio di Corvara incorporato nei Kaiserjäger.
Un altro esempio lampante: per frequentare l istituto tecnico ind. di Bolzano bisogna passare
per forza di fronte al 4° Corpo d` Armata distante circa 600 metri dall istituto.
Ci siamo passati per 5 anni di fila, e nessuno sapeva che nel 1944 la sede del 4° Corpo
d armata era stato occupata dal comando germanico facendo prigionieri il comando italiano e che poi al 3° piano si era sistemata la Gestapo fino alla liberazione degli alleati avvenuta
a Maggio del 1945.
Malessere d` un diplomato
Nel 1967 in Italia si sfornavano pochi diplomati o lauerati, e ai Suoi tempi presuppongo
ancora di meno.
Mentre mio padre non mi aveva potuto aprire gli occhi sulla possibilita di iscrivirmi
ai corsi AUC altri diplomati sapevano gia tutto, ancora prima che iniziasse l ultimo anno delle superiori: molti di loro avevano il padre maresciallo o impiegato di concetto.
I miei genitori oggi, non li posso piu rimproverare perche sono andati avanti.
Mia madre ha avuto la colpa di non aver contribuito a sviluppare l aspetto sportivo dei
dei suoi figli tanto che a 20 anni nessuno di noi tre sapeva sciare per paura di eventuali fratture.
Allora non c erano i mezzi per raggiungere gli impianti come oggi, e noi siamo rimasti ragazzi di citta, crescendo imbranati.
Negli Alpini mi hanno sviluppato per bene e qualvolta mi hanno trattato anche male.
Ricordo in particolare di una "fissa" di 36 ore consecutive invece di 24, causa un raffinato errore di bacheca: i miei reclami non servirono a nulla.
Di fronte alle prestazioni montanare dei Ladini della Val Gardena, noi di citta eravamo
delle "schiappe", tanto per usare il linguaggio provinciale di Walter Bonatti.
Ricordo ancora il presentatArm fatto al generale della tridentina che nell`occasione mi
regalo tre giorni di punizione perche` alzai gli occhi troppo verso il cielo.
Il generale era un tipo di piccola statura e calzava un abbigliamento non meno elegante
di quello del gen. Alexander Height noto per le sue tute mimetiche d alta moda.
Tra i nostri diplomati c era il primo della classe che pur non essendo particolarmente
atletico ma avendo il padre maresciallo dell aereonatica e una raccomandazione d un
cardinale che egli stesso mi confesso`, aveva trovato la strada per entrare all` accademia di Pozzuoli, diventando poi generale prima dei 50 anni.
Della benedizione del cardinale non se ne sara certamente servito, dato che secondo il
racconto di sua madre risulto il 2° migliore del suo corso.
Poco tempo fa lessi che 7 anni (1996) fa a Pozzuoli si presentarono 7400 candidati per
accedere ai circa 300 posti del corso d accademia.
Quanti rimasero "falciati" e facile calcolarlo.
Era nell 1955 piu facile ad entrare o c era la selezione anche allora ?
Addio ai monti
A gennaio 1969 mi trovo ancora a Bolzano e vivo in casa materna.
Dopo alcune promesse di occupazione che svanirono nel nulla, al 3 Febr.69 decisi con
un mio amico diplomato (congedatosi serg.) di lasciare Bolzano per iniziare un nuovo
capitolo a Monaco di Baviera con lo scopo di perfezionare la lingua tedesca.
Li iniziai a fare le prime esperienze lavorative nel campo dei computers, campo di
applicazione in cui opero da ormai piu di 30 anni.
Dopo due anni conoscero la mia futura moglie, una giovanissima tedesca di Dortmund ,
e subito dopo il matrimonio ci trasferiremo nelle vicinanze di Francoforte.
Abbiamo tre figlie di cui due sposate.
Oggi
Professionalmente mi occupo di progettazione software nel campo della "automazione
di impianti farmaceutici".
La vicinanza dell aereoporto ci convince di andare in ferie piu spesso del normale.
Essendosi le radici in Italia scardinate (i genitori non ci sono piu, la vecchia casetta
neppure) visitiamo l` Alto Adige con meno frequenza rispetto prima.
Tre anni fa dopo 33 anni, trovandomi in ferie in AltoAdige constatai personalmente
con amarezza che li comando del 6° Rgt. era chiuso.
Mia moglie scese dalla macchina e si mise per scherzo al posto di sentinella.
Chissa` se un giorno riattiveranno il 6° Rgt. ?
Da un po` di tempo sto combattendo due battaglie personali sul fronte germanico:
suo sito internet Alpenkrieg 1915-1918 mette in dubbio la vittoria dell E.I.
di Vittorio Veneto.
Ispirandosi alle lettere dal fronte pervenutegli da suo nonno tenente dei Kaiserjäger
sostiene che gli Austroungarici ebbero l ordine dal Kaiser di non combattere, e che
i soldati italiani fecero 350000 prigionieri austriaci senza nessuna fatica.
La questione mi stuzzico fino a tal punto che nel 2002 andai a visitare Redipuglia
e dintorni per quattro giorni consecutivi: un esperienza eccezionale.
Quest anno sara invece la volta del M.Grappa e del M.Pasubio.
docente di storia contemporanea all`Universita di Innsbruch autore di:
Südtirol zwischen Diplomatie und Terror 1947-1969".
Egli sostiene che subito dopo l avvento del Fascismo, la popolazione
südtirolese fu in parte terrorizzata, percossa ed massacrata dai nuovi
conquistatori italici.
L arroganza teutonica moderna sui fatti bellici del passato
Attualmente in Germania vanno in onda documentari televisivi riguardanti alcuni eventi
della 2° guerra mondiale in occasione del 60° anno di ricorrenza di Stalingrado, El Alamein.
1) Eccidio di Macerata
L´unico sopravissuto italiano, racconta del massacro compiuto ad opera dei reparti della divisione tedesca Edelweis.
L` allora cmd. di Btg. intervistato pochi mesi orsono a Monaco, benche 90 enne dichiaro
di non potersi piu ricordare dei fatti a distanza di tanti anni.
Un tipo arzillo che scese velocemente dal volante dell automobile per farsi intervistare.
La procura di Düsseldorf chiuse il fascicolo e l Italia sotto Alcide Degasperi rinuncio`
alla vertenza per non accrescere la tensione politica in epoca di piena guerra fredda.
2) Stalingrado
Nel documentario parlano dei superstiti tedeschi viventi, tra cui un capitano dei
Panzergrenadiere il quale affermo:
"In Stalingrad, die italienische soldaten weinten wie die alten Weiber"
Non dico altro, bisogna per forza cambiare la mentalita di questo popolo.
3) Cefalonia
Nel documentario parla un superstito soldato italiano vivente.
Sostiene che i soldati italiani furono trucidati si dai soldati tedeschi causa il voltafaccia
dell Italia dopo l Armistizio, ma per "incastrarli" si servirono dei loro commilitoni
südtirolesi incorparati nella loro unita, che a quel tempo masticavano gia bene la lingua
italica, attirandoli a tiro delle loro MG. Allora il Btg. Bozen era nella Wehrmacht di Hitler.
Il popolo tedesco a tutt oggi questo non lo sa, pero un giornalista tedesco diventato amico
del superstito ha promesso sul suo onore di dire e raccontare tutta la verita.
Domani
Fra meno di quattro anni anni andro in pensione, e penso di stabilirmi nel trentino dato
che nell Altoadige gli italiani vanno diminuendo a perdita d occhio causa il carissimo
costo di vita.
Mi iscrivero all ANA e andro, salute permettendo a recuperare parte delle
escursioni perse, causa il mio soggiorno obbligato all estero.
Mi piacerebbe andare a sentire anche delle relazioni tenute da qualche generale,
ma come si fa a sapere dove e quando queste vengono tenute ?
Un paio di domande
D1: Mi interesserebbe conoscere i titoli di un paio di libri per entrare nella tematica
"Artiglieria" e non solo quella da montagna.
Ho gia rispolverato la matematica, esercitandomi con le "equazioni del moto del
proiettile".
D2: Mi interesserebbe sapere se come civile, si potesse visitare un gruppo d artiglieria
a parte il 4 Novembre d ogni anno, dato che il 5° gr. Art. montagna non c e piu.
D3: Mi interesserebbe sapere cosa esattamente si studia alla scuola di guerra terrestre
e dove gli ufficiali apprendono il coordinamento tra le tre FF.AA.
D4: Mi interesserebbe sapere se tra gli ufficiali delle tre FF.AA. c e rivalita.
D5: Mi interesserebbe sapere cosa sintende oggi per Proiezione di corpo darmata.
D6: In caso di guerra convenzionale, la tattica terrestre penso sara la classica
di sempre, ma in caso di attacco biologico/chimico come sara` la tattica di
difesa/attacco adottata p.e. dalla fanteria alpina ? (segreto militare ?)
D7 : Mi perdoni un ultima domanda che per la mia eta potrebbe essere inadeguata.
Esiste una possibilita di recuperare la stelletta da sottotenente se si diviene
possessori della laurea in scienze strategiche militari ?
Conclusione
E tutto, e la ringrazio per la pazienza apportata.
Qualora trovasse un ritaglio di tempo, sarei ben felice di ricevere una Sua risposta.
Anche se i tempi del "Garand" sono finiti, e la guerra elettronica ha preso
il soppravento, lo spirito degli Alpini rimarra lo stesso di sempre.
Viva gli Alpini, Viva lItalia.
Cordialissimi saluti
Anghinoni Sergio
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