| Le tre immagini raffigurano Alpini nelle varie tenute stabilite dall'ordinanza del 1880 e modificate in seguito dall'Atto n. 101 del 16 maggio 1895, che rimasero in vigore fino al l902, e sono tratte da una serie conservata presso il Musco Nazionale di Castel S. Angelo in Roma composta da 67 lastre fotografiche ritoccate e dipinte a mano con la tecnica dell'acquerello, nell'assoluto rispetto dei colori originali delle uniformi in essa ritratte. Opera dello studio fotografico Lavazzano di Roma, la serie venne depositata nel Museo dal Ministero della Guerra nel 1932; si ignora se lo stesso fotografo che la eseguì fosse anche l'autore della coloritura successiva, oppure se questa eccezionale operazione sia stata portata a termine da altra persona. | ||
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Tenente III Reggimento Alpini Battaglione Fenestrelle I Susa, II Susa in grande uniforme |
Furiere III Reggimento Alpini Stato Maggiore Reggimentale in uniforme ordinaria |
Furiere III Reggimento Alpini Stato Maggiore Reggimentale in uniforme di marcia |
| Uniformi alpine dal 1909 al 1945 | ||
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1909 Alpino Tenuta da guarnigione Il Cappello di panno grigio-verde sarà adottato successivamente |
1924 Alpino Divisa ordinaria Le calzature all'alpina sono mantenute nel colore naturale |
1935 Alpino V Divisione Pusteria Tenuta ordinaria con mantellina modello particolare oltremare |
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1945 Alpino Div. Garibaldi Tenuta di guerra |
1940 Soldato della Artiglieria da montagna in uniforme da guerra |
1942 Alpino Uniforme invernale di guerra |
Uniformi del plotone grigio conservate presso il museo nazionale della montagna "Duca degli Abruzzi" Torino e disegnate da E. Chiappa.
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| Le tre immagini sottostanti sono tratte dal libro di Andrea Viotti, autore dei dipinti |
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Da sinistra verso destra: fregio per l'artiglieria da montagna fregio per gli alpini contrassegno distintivo per i militari promossi per merito di guerra |
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ALPINO DEL I REGGIMENTO - II BATTAGLIONE - ESTATE 1915 Questo alpino è perfettamente equipaggiato secondo le disposizioni vigenti, con l'uniforme per armi a piedi, ma con pantaloni e copricapo comune sia agli alpini sia all'artiglieria da montagna. Notare la vanghetta fissata sul lato sinistro dello zaino e l'alpenstock. Le scarpe sono in cuoio naturale; secondo le primissime disposizioni, non furono più tinte di nero ma solo ingrassate. In alto a destra il cappello da ufficiale allo scoppio della guerra. Il cappello era identico a quello della truppa, ad eccezione dell'alta fascia e del bordino della falda in nastro, del fregio, dei distintivi di grado e della nappina in argento. Le nappine colorate distinguono i vari battaglioni dei reggimenti alpini per la truppa. Con l'adozione da parte degli ufficiali dell'uniforme da combattimento, questi distintivi vennero aboliti e gli ufficiali degli alpini e dell'artiglieria da montagna portarono il cappello della rispettiva truppa. A riconoscere il rango rimasero i soli distintivi di grado in seta, poi in lana, grigio- verde sempre a V rovesciata sul lato sinistro del cappello. In basso il primo fregio degli alpini sulla grigio - verde, portato dal 1910 al 1912, anno in cui venne introdotto quello tuttora in uso. |
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ALPINO DELLE UNITÀ SCIATORI - INVERNO 1916/17 La tenuta bianca entrata in uso fu più volte modificata nel corso della guerra, soprattutto in taluni dettagli come le ghette, l'aggiunta di sovrascarpe bianche o foderature varie dello zaino e bretelle dello zaino. I guanti ed il passamontagna di lana bianca furono spesso sostituiti da quelli di lana grigio-verde. |
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