LETTERE ALPINE

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Da Btg. Alpini "Tirano"
Data 17/12/2009
Oggetto PROGETTO FORMAZIONE CONTINUA

Riceviamo dal socio Lucchesi Ermanno (già sergente alla 109^ cp. mortai) quanto segue. 
L'Unione Nazionale Sottufficiali Italiani - U.N.S.I. ha presentato un progetto per la formazione continua dei militari in congedo ma aperto anche a tutti i cittadini, specialmente ai giovani, che vogliano condividere i valori di Patria, Libertà e Onore. 

Il progetto che abbiamo "messo in cantiere" è il frutto di una attenta analisi iniziata circa due anni or sono. In realtà l'UNSI, Presidente M.llo A (ris.) Arturo Malagutti, aveva presentato (nel settembre 2007) ad ASSOARMA NAZIONALE un progetto per la formazione di una "Riserva Volontaria di Sottufficiali e Truppa a scopo addestrativo e per interventi di protezione civile" partendo dalla considerazione che nel nostro Paese attualmente esiste una riserva di tipo volontario ma, anche se interessa Ufficiali, Sottufficiali e Truppa, sino ad ora ha sempre impiegato quasi esclusivamente la cosiddetta "riserva selezionata".
La recente trasformazione delle Forze Armate, con la sospensione della leva obbligatoria, con una componente esclusivamente volontaria, ne ha cambiato la fisionomia. Da un lato le esigenze organiche sono state ridotte stabilendosi in un numero non superiore alle 190.000 unità (suscettibile di una ulteriore riduzione a 140.000 unità). E molti giovani che ambivano a rimanere nella rispettiva forza armata si sono trovati ad essere posti in congedo pur avendo acquisito una professionalità di tutto rispetto. Dall'altro lato il continuo e maggiore impegno delle nostre Forze Armate vede impegnare gli uomini in turni anche gravosi per mantenere i servizi.
Con l'esperienza maturata negli incontri a livello europeo con le altre associazioni di sottufficiali della riserva (AESOR) ci siamo resi conto che dobbiamo sfatare il concetto che la riserva sia un lusso: la riserva è una risorsa morale per la Patria perché lo Stato sa di poterne fare affidamento in qualunque momento ed anche una risorsa economica specie in momenti come questo.
Inoltre l'Associazionismo d'arma, con la riforma sopra ricordata delle Forze Armate, non può che a sua volta modificare le sue funzioni e ponendosi come elemento sussidiario al quel modo militare a cui appartiene.
L’associazionismo d’arma ebbe un enorme sviluppo tra le due guerre mondiali divenendo un vero e proprio elemento di forza del nostro Paese, mantenendo un forte collegamento tra la popolazione e l’Istituzione Militare. In questi oltre sessant’anni di pace per il continente europeo ha portato ad affievolirsi di questo connubio che inevitabilmente sarà sempre più marcato con l’abolizione del servizio della leva obbligatoria.
L’associazionismo d’arma, dunque, dovrà procedere speditamente per rinnovarsi e attuare quel concetto di “Esercito allargato” che è già stato oggetto di un interessante articolo apparso su “Rivista Militare” del luglio-agosto 2005 a firma del Gen. di Corpo D’Armata (ris.) Mario Buscemi. Questo concetto di “Esercito allargato” non può che dare, come giustamente afferma anche l’autore del citato articolo, un “ulteriore impulso alla volontà di quanti provengono da questa Forza Armata di sentirsi parte integrante della comunità militare”.
Seguendo, quindi, i concetti espressi sopra fu presentato in data 11 marzo 2009 al Ministero della Difesa, a firma del Serg. Lucchesi Ermanno e con la presentazione del Presidente Nazionale UNSI M.llo A (ris.) Arturo Malagutti, il "Progetto Formazione Continua" per sperimentarne la fattibilità. Non a caso nell'esercitazioni per pattuglie militari organizzate dall'UNSI -Lucca in questi due anni abbiamo cercato di dare un marcato timbro militare cercando una struttura in grado di accogliere, come in una caserma, i partecipanti e regolando le attività secondo il regolamento di presidio. Riteniamo, infatti, che la gara per pattuglie, pur se valida, abbia un effetto limitato al momento della competizione. A tutti questi eventi non ha fatto mancare la sua partecipazione il Colonello Gioacchino Gambetta (oltretutto docente NBC nel corso addestrativo prossimo), quale Direttore Esercitazione, e il Ten. Medico Franco Cesana (tiranini doc).
Abbiamo verificato, dunque, la capacità organizzativa e una volta ottenuto l'alto patrocinio del Ministero della Difesa (fg. prot. n. 102/SC/4703/G.16.06.03 datato 5 ottobre 2009) abbiamo promosso il primo corso addestrativo di cui sopra. In sostanza il corso vuol essere propedeutico alla realizzazione anche in Italia di una "Riserva Volontaria" e dimostrare, alle Autorità competenti, che l'associazione d'arma può essere il tramite per realizzarlo anche se attualmente dobbiamo far ricorso alle "nostre tasche". Ma una cosa è certa: abbiamo potuto constatare di contenere i costi basandoci, appunto, sul volontariato.
In allegato vi invio il bando del progetto con tutte le informazioni necessarie.

Per maggiori informazioni
Lucchesi Ermanno email: ermannoandrea@hotmail.com


SALUTI E BUONE FESTE
LA REDAZIONE www.iltirano.org

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Il terremoto e il Battaglione L'Aquila
di Lorenzo Audisio

Caro Pier Giorgio,

la Pasqua quest'anno ci ha portato il terremoto, e senza nulla togliere alla morte e alla resurrezione di Gesù, lo sconcerto e il dolore sono stati grandi per questo evento che ha portato tanta distruzione e dolore in una terra alla quale noi siamo legati da tanti ricordi, e nella quale abbiamo vissuto uno dei periodi più belli della nostra carriera militare.
Ricordo le marce, i campi le ascensioni e tutte le belle giornate trascorse con quei nostri generosi Alpini di Abruzzo, molti dei quali avranno certamente subito il dramma della tremenda scossa.
Ho  pensato a tutti loro (diverse migliaia in tutto il nostro periodo) e ho fortemente sperato che la sorte sia stata benigna con tutti loro.
Ho avuto notizie e poi ho parlato soltanto con il nostro Vice di allora, il bravissimo Giordano, il quale pur con qualche maceria attorno se l'è cavata con tutta la sua famiglia, lo stesso la famiglia della figlia residente all'Aquila.
Sono passati più di 30 anni e doveva essere il terremoto a ricordarmelo perchè a me non sembravano così tanti gli anni trascorsi da allora.
Però molti nomi di località mi sono arrivati come nuovi, come se non li avessi mai sentiti: Paganica, Pizzoli, Lucoli, S. Stefano di Sessanio e molti altri.
Lentamente tornavano alla memoria incessantemente ripetuti dai telegiornali e dagli altri servizi televisivi, ma non avevo più idea di dove fossero. Sono andato sulla carta topografica e li ho trovati ma non avevo immagini dei posti. Le immagini che tornavano lentamente alla memoria erano di luoghi senza nome e non si legavano a quelli del terremoto.
Questi gli scherzi della nostra mente.
Per questo appena posso tornerò da quelle parti e sul bell'Altipiano delle Rocche, dove pare che i danni siano stati meno gravi.
Ora ti saluto augurandomi di trovarti in buone condizioni. Un abbraccio Lorenzo 

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Ho il piacere di inviarVi una foto della mia raccolta di distinivi delle truppe alpine. Saro' grato a chi, disponendo di qualche distintivo isolato vorra' aiutarmi a far diventare "collezione" questa modesta raccolta fatta col cuore per l'amore e l'ammirazione che ho delle truppe alpine.
febar@iol.it

distintivi alpini
Distintivi alpini
Cliccare qui

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REGGIMENTO ALPINI "TAGLIAMENTO"

Il Reggimento fu costituito da volontari il 17 settembre 1943 (nove giorni dopo l'8 settembre '43 e prima ancora che nascesse la R.S.I.), a Udine, con funzioni immediate di difesa antislava, poiché su questo fronte orientale dei due Corpi d'Armata a difesa non c'era più nulla.
Nell'aprile 1944, a seguito della chiamata alle armi delle classi 1923, 24 e 25, e quindi con l'afflusso delle nuove leve, assunse la denominazione di Reggimento Alpini "Tagliamento".
Era formato da 3 Battaglioni: 1° "Isonzo", 2° "Vippacco" (su 3 compagnie di Alpini ciascuno), 3° "Natisone" (su 2 compagnie di Bersaglieri e 1 di Alpini).
Oltre alla Compagnia Comando Reggimentale che, particolarmente dotata di uomini e di mezzi, costituiva il gruppo da combattimento "Montenero".

4° REGGIMENTO ALPINI

Inquadrato nella Divisione di Fanteria "Littorio", era composto dai Battaglioni "Bergamo", "Edolo" e "Varese".
Della stessa Divisione faceva parte il 2° Reggimento Artiglieria su 4 Gruppi: 1° "Gran Sasso", 2° "Romagna", di Artiglieria da Montagna e forse anche il 3° "Verona" doveva essere da montagna, ma non ne sono molto sicuro.
Per quanto riguarda il 4° Reggimento Alpini, in passato mi sono inteso più volte, telefonicamente, con un benemerito superstite e rappresentante dello stesso, Peppino QUAQUARO, purtroppo andato avanti nello scorso mese di dicembre.

BATTAGLIONE GUASTATORI ALPINI "VALANGA"

Gli appartenenti al battaglione, pur inquadrati in una unità di Marina (Decima MAS), provenivano dalle Truppe Alpine e ne portavano il segno distintivo della specialità: cappello con penna e fregio degli Alpini. Anche sull'elmetto portavano la penna.

Mi riprometto, in seguito, di fornire altre notizie sempre riguardanti le truppe
Alpine nel contesto storico della R.S.I.
Con i più cordiali saluti alpini,

Giuliano Marcantonio

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Gentili Lettori, siamo a comunicarvi l'ultima pubblicazione della Nordpress Edizioni per la collana "Escursionismo".
Si tratta del volume Marmolada - Vie Normali delle Dolomiti (Roberto Ciri).
Riportiamo di seguito scheda dell'opera e in allegato la copertina. La scheda sarà montata sul nostro sito nei prossimi giorni.

Ogni cordialità

Massimiliano Magli
Nordpress Edizioni
via Maffoni, 43
25032 Chiari (BS)
Tel. 030.7000917 - 030.7002124
Fax 030.7001683   
www.nordpress.com

Roberto Ciri

Marmolada – Vie Normali delle Dolomiti
pagg. 432 ill. col.
Formato: 12x16,5
Prima edizione: maggio 2007
ISBN: 8888657703
euro 22,00

La guida, escursionistica e alpinistica, riguarda 102 cime del Massiccio della Marmolada, nonché di Catena del Padon, Collac-Buffaure, Monzoni-Vallaccia, Costabella-Cima Uomo, Ombretta-Ombrettola e Catena dell’Auta. A ogni via è dedicata una scheda con descrizione del percorso, tempi e dislivelli di salita, difficoltà, attrezzatura necessaria, punti d’appoggio e indicazioni cartografiche.

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Gentili Signori, siamo a comunicarvi la pubblicazione del volume Vita di trincea (Alessandro Magnifici) per la collana «I libri della prima guerra mondiale».

Riportiamo di seguito scheda dell'opera e in allegato la copertina.

Ogni cordialità

Massimiliano Magli

Nordpress Edizioni
via Maffoni, 43
25032 Chiari (BS)
Tel. 030.7000917 - 030.7002124
Fax 030.7001683   
www.nordpress.com

Alessandro Magnifici

Vita di trincea - «Ti faccio sapere quello che ho sofferto questi due mesi non ho visti in tempo della mia vita...»

pagg. 128 ill.
Prima edizione: maggio 2007
Formato: 16,5x24
ISBN 9788888657660
euro 18,50

Soldati disperati, preda di paure, attese angoscianti, visioni terrificanti; giovani militari miracolosamente scampati eppure annientati. Vivevano tra pidocchi e cascami, dormivano tra i topi e sopravvivevano di ranci improbabili, talvolta sognavano a occhi aperti fissando un cielo stellato, pensando al giorno in cui le risposte sarebbero arrivate.

Assieme al sonno, la scrittura era il dialogo con la salvezza: ecco perché tutti, compresi gli analfabeti, si aggrapparono disperatamente alle parole. Scrivere a casa, dunque, ma anche scrivere per il solo piacere di farlo, per ordinare e calmare il pensiero, perennemente attratto dalla paura di non tornare più indietro una volta iniziata la corsa nella terra di nessuno.

Dall’opera

«La voce, il fiato, l’intelligenza non servono più a nulla in trincea. A cosa poteva servire il coraggio? Magari si era riusciti a “sfuggire” alla morte durante i tanti assalti fatti contro la trincea nemica, si era tornati illesi dalla posa dei tubi di gelatina sotto i reticolati e giustamente ci si sentiva degli eroi; ma all’improvviso arrivava la morte, magari mentre non si “faceva la guerra”, magari mentre si fumava o si scriveva a casa».

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Da "Btg. Alpini \"Tirano\"
Data 09/03/07 11:35:33 am
Oggetto: Aggiornamento n° 69 del 09-03-07


Le novità del sito sono disponibili alla pagina:
 
http://www.iltirano.org/newsletter/archivio_arretrati/2007/69_09-03-07.htm
 
Cordiali saluti.

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La battaglia di Nikolajewka




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Da "Pacati Vittorio"
Data 16/12/06 11:59:18 am
Oggetto piccolo sito Web di Pacati

Un amico mi ha preparato un piccolo sito selezionando materiale quasi tutti targato CAI .
Se volete e' visitabile con
www.vittoriopacati.it
Molti auguri per le prossime festivita' a tutti anche ai famigliari.
Ciao Vittorio

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Gentili Signori, siamo a comunicarvi l'ultima pubblicazione della Nordpress Edizioni per la collana "I libri della prima guerra mondiale". Si tratta de I canti degli Alpini (Andrea Munari, Gianni Potrich), antologia di canzoni alpine perdute, o poco conosciute nelle loro varianti, che vengono qui ricostruite e analizzate dagli autori nell'intento di ripristinare filologicamente una importante tradizione canora e letteraria.
Riportiamo di seguito la scheda dell'opera.

Ogni cordialità

Massimiliano Magli

Andrea Munari, Gianni Potrich
I canti degli Alpini
Collana: I libri della prima guerra mondiale

Pagine: 288

Formato: 16,5 x 24
Prima edizione: 2006
ISBN 8888657649
22,00 euro


In trincea come nelle piazze, l'oralità bellica per eccellenza passò - ancor prima che negli ordini dei superiori - nell'autorevolezza umanissima di chi cantava: per farsi coraggio, condividere la gioia per un pericolo appena scampato, consolarsi per la morte di un commilitone, gioire per una vittoria o celebrare la fine della guerra.
In quelle voci si esprimeva una socialità gerarchicamente indistinta: cessavano i gradi e cresceva il senso di appartenenza a un corpo, a un battaglione, in definitiva alla Patria.
Dei canti alpini intonati durante la Grande Guerra la memoria si è smarrita più del previsto, lasciando spazio a poche canzoni delle quali si sono peraltro perse varianti linguistiche, peculiarità regionali e rifacimenti che riconducevano a una straordinaria proliferazione di filoni compositivi.
A tale complessità questo libro tenta di ricondurre il lettore nella volontà di contestualizzare quelle produzioni, definirne le attribuzioni, studiarne il testo storico e le relative varianti, le coloriture linguistiche, le collocazioni cronologiche. Al rigore dello studio si associa l'umanità dell'esito, insita nell'espressività dei testi analizzati, ora densi di un patriottismo quasi risorgimentale, ora commoventi per immediatezza comunicativa e crudezza evocativa.

Nordpress Edizioni Srl
via Maffoni, 43
25032 Chiari BS
www.nordpress.com
nordpress@nordpress.com
tel. 030.7000917 - 030.7002124
fax 030.7001683

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From: ildario1985@yahoo.it
To: info collezioni-f.it
Date: 20 Nov 2005, 08:30:33 PM
Subject: Richiesta info

Salve, mi chiamo Dario, ho vent'anni e sono nipote di un reduce della seconda guerra mondiale Alpino dell'Edolo, combattente sui fronti Francese, Greco-albanese, Russo e poi fatto progioniero in Germania (Decorato di CGVM e di MBVM)
Mi fareste una grande cortesia se riusciste a spiegarmi come mai sul nastrino della croce al merito di guerra che mio nonno possiede, c'e' un gladio con una corona di spine attorno.
Vi ringrazio anticipatamente del chiarimento.
Dario Entrad

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From: 
"Corali Unite \"Val Panaro\"" <coraliunite@tiscali.it>

To: 
info collezioni-f.it

Date: 
22 Sep 2005, 03:07:51 PM

Subject: 
Origine dei canti alpini

Salve, mi chiamo Massimo Pizzirani e sono il direttore di 3 corali dell'Appennino Modenese. Potete vedere il nostro sito cliccando su

http://www.coraliunite.supereva.it

Siccome i tre cori che dirigo sono 3 cori di montagna, spesso e volentieri mi vengono richieste dai coristi i canti tipici alpini. Ecco che mi sono messo ad indagare sull'origine del corpo degli alpini e sull'origine dei suoi canti.

Ho cercato su Internet la storia del corpo degli alpini e devo farvi i complimenti perchè tutto ciò che dite è filologico, ha un senso, è documentato, e prende in considerazione l'ambientazione politica e sociale dell'Italia di quel periodo storico. Voi non vi fermate alle affermazioni superficiali ma volete documentare tutto.

E' per questo che mi rivolgo a voi per chiedervi informazioni sull'origine dei canti alpini: recentemente ho seguito un corso tenuto da Bepi De Marzi dove il maestro indicava, agli inizi del '900, degli autori dei canti alpini e ciò era comprovato da una raccolta dell'epoca. Quindi è caduta la mia  l'idea della nascita spontanea di tali canti. Pensavo che questi canti fossero nati spontaneamente dai soldati con lo scopo di ritmare le marcie, di darsi coraggio e vigore al fronte (come ad esempio accade con le ninna-nanne, che nascono per far addormentare i bambini, i canti di lavoro, con lo scopo di alleviare le fatiche e ritmare il lavoro, le filastrocche, che avevano lo scopo educativo e didattico). Ma tale affermazione di De Marzi smonta questa mia idea: i canti alpini composti da compositori dei primi del '900, composti come lo è stata "la montanara" o lo stesso "Signore delle cime". E se così fosse chi sono questi compositori? E se così fosse chi ha composto i canti della seconda guerra mondiale, come ad esempio "Sul ponte di Perati"?

Scusate, ma da direttore di coro di Canti di Montagna e Alpini vorrei avere chiarezza su questi fatti, in maniera tale da informare al meglio il pubblico che si appresta ad ascoltare le nostre musiche e rendere più completa e approfondita la mia cultura riguardo questo tipo di repertorio a cui sono particolarmente legato.

Eventualmente avete dei libri o dei testi che parlano approfonditamente di questi argomenti? Sarei anche disposto ad acuistarli!

Grazie mille!!!

Massimo Pizzirani



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“16 giugno 1915: gli alpini alla conquista di Monte Nero”.

Per ricordare il 90° anniversario della conquista di Monte Nero ad opera degli alpini del 3° Reggimento e per uscire dalla "sindrome di Caporetto" che porta ad occuparsi prevalentemente degli eventi negativi della nostra storia è stato pubblicato dall’editrice “Il Melograno” di Bollate il volume “16 giugno 1915: gli alpini alla conquista di Monte Nero”.
L’opera, di 352 pagine con 28 tra cartine e schizzi illustrativi, decine di documenti originali e un centinaio di immagini (numerose a colori), oltre che per la precisa e accurata ricostruzione degli avvenimenti si segnala per presentare per la prima volta attraverso 232 schede biografiche la storia di altrettanti sottufficiali, graduati e alpini che si resero protagonisti di quella giornata.

Per informazioni, contattare l’autore:
Pierluigi Scolè
Via del Castello, 24
27058 VOGHERA (PV)
tel. 0383/640125 (con segreteria telefonica)
e-mail: ideografica@libero.it


From: "piero" piero.silvetti@fastwebnet.it
To: "Pier Giorgio Franzosi"
Date: 05 Apr 2005, 07:15:04 PM
Subject: Cosa ne pensa?






From: "Sergio Bandoli" <bandoli_S@libero.it>
Date: 31 Dec 2004, 12:53:31 AM
Subject: disappunto

Purtroppo ho letto le sue meste e gratuite considerazioni sull' A.N.A. che contesto fermamente.
Lei ha semplicemente strumentalizzato i fatti senza senza valutarli per periodo storico.
- Se durante il periodo Fascista l' A.N.A. non avesse messo il simbolo del Fascio si sarebbe dovuta sciogliere (e non era certo nell'interesse degli Alpini).
- A Reggio Emilia abbiamo sfilato portando il Cappello al cuore in segno di profondo dispiacere per lo scioglimento della Brigata Cadore e non per le bieche falsità con le quali lei cerca di sporcare il nostro Onore.
- A Roma è stata una manifestazione autorizzata e Civile che non ha nulla a che vedere con le infamie da lei descritte.

In futuro cerchi di non confonderci con "no global", "girotondini", "anarchici", ecc...... ma prima di parlare o ancora peggio scrivere la invito ad informarsi senza lasciarsi andare in personalismi spiccioli.

Tanto le dovevo.

Alpino sergio bandoli

Caro alpino Sergio Bandoli,
ammiro il suo spirito alpino e capisco i suoi sentimenti: ma in tutta buona fede di studioso di storia le dico che i dirigenti dell'ANA hanno sempre strumentalizzato i sentimenti forti degli alpini nel loro interesse, per avere potere. Guardi che durante il fascismo cercarono anche di mettere il fascio al Corpo degli alpini, ma non ci sono mai riusciti e comunque non sarebbero mai riusciti a sciogliere l'ANA, perche' era contro il loro interesse; volevano dei servi obbedienti, come i politici di oggi (vedi la Lega) e ci sono riusciti.
Pubblico la sua lettera.
PGF



IL “MINISTERO” DELL’ALPINO SILVANO LEONARDI

C’è un personaggio a Roma che combatte da solo contro reggimenti corazzati di burocrati, contro battaglioni di sfiduciati e indecisi, contro pattuglie di sabotatori e terroristi dello spirito militare: dapprima sembra sconfitto, ma in realtà non si arrende mai e, alla lunga, vince tutte le sue battaglie.
Sembra un miracolo: riesce a creare a Roma il “Giardino dei caduti sul Fronte Russo”, riesce ad attrezzarlo, organizza da solo la “Commemorazione dei caduti e dispersi sul Fronte Russo” invita Autorità, Labari, Gonfaloni,Vessilli,Associazioni d’Arma, Banda, Cappellani, trombettieri , organizza la sfilata, si prende picchetti armati, prepara la cerimonia, lancia la “Preghiera unica ufficiale degli ex Combattenti di tutti gli Eserciti e di tutti i Fronti”, fonda il “Comitato per NIKOLAJEWKA”, onora con le sue opere la “Madonna degli alpini”, vuole fondare il “Museo del mulo” e non si ferma mai.
Il suo pensiero si adagia come quello dei fanciulli nelle favole, mentre il nostro si dibatte angosciosamente nella critica di tutti i progetti.
In Leonardi la passione struggitrice dell’analisi si trasforma in passione creativa, che “inventa” invece di rinunciare all’evidenza dell’impossibile e si erge sulle invalicabili barriere, come una radiosa figura che vince sempre.
Come i marinai di Colombo, ad ogni volo di uccello grida: Terra! E sempre ci azzecca.
Pier Giorgio Franzosi





From : Luca Parazzini
Subject : naja alpina
Date : 15-Jun-2004 23:55:56 +0200

Signor Generale,
i miei complimenti per la rassegna di foto intitolata "naja alpina" del suo sito.

Cordialmente
Alp. Luca Parazzini



From: Brianti Geom. Gian Paolo
To: info collezioni-f.it
Sent: Tuesday, June 08, 2004 8:33 PM
Subject: Richiesta informazioni

Mi permetto di disturbare con la presente per chiedere alcuni indirizzi di artisti che compaiono nel Vs. sito internet: AMLETO FIORE e MARCO FINIZIO.
Lo scrivente e' incaricato delle "Mostre & Musei" per l'Adunata Nazionale Alpini di Parma, compreso la scelta delle cartoline "ufficiali" da stampare per l'occasione.
Visto che negli ultimi anni la qualita' grafica degli artisti impegnati e' scesa al livello delle scuole medie....se non a quello delle elementari....per l'Adunata di Parma ero intenzionato a ritornare all'antico....quando cioe' per gli artisti piu' famosi d'Italia era un'onore partecipare con proprie opere alle Adunate Nazionali degli Alpini.
Vorremmo produrre 9 cartoline ed attualmente hanno dato la propria disponibilita' i seguenti bravi artisti: Alberto Parducci di Altopascio, Giuseppe Rava di Faenza, Nane Ainardi di Verona, Carlo Riccardi di Parma, Gen. Giorgio Chiavazza (in arte "Giors")3?0?10?0?110?0?10?0?1244di Parma, il Brig. Gen. Gianni Marizza (attualmente allo SME a Roma).
Vorrei completare l'elenco almeno con un altro bravo artista....quindi ho bisogno di contattarlo per verificare sia la disponibilita' che il compenso.
Per il compenso....siamo alle solite.....i mezzi finanziari sono ridotti all'osso...per cui confido in Lei Gen. Franzosi per un'aiuto nel segnalarmi un bravo artista che si metta la mano sul cuore e che faccia un grande favore agli alpini parmigiani.
Per ogni artista sara' realizzata una scheda da introdurre nel cofanetto delle cartoline o nelle pubblicazioni varie dell'Adunata (ved. allegato in formato word).
Ringraziando cortesemente per una Sua sollecita risposta in merito, invio cordialissimi saluti alpini.
Geom. Gianpaolo Brianti (Segretario Gruppo Alpini di Medesano).










1. MADONNA DEL DON
Sappiamo che era spuntata dalle macerie nel desolato inverno1942 e apparve ai nostri alpini in Russia, a Belogorje, come un messaggio di salvezza, una “lettera dal cielo”, con i segni di tante dita e di tante labbra che vi si erano posate, con la cornice distrutta ma l’immagine intatta, salva dalle fiamme che avevano bruciato tutto il resto.
E’ nata così la devozione dei nostri alpini per “La Madonna del Don”, che Silvano Leonardi ha raffigurato così bene in un altorilievo, che ora si trova nella chiesetta della Madonna della Vittoria al Terminillo.
Nella scultura sono raffigurati anche i dieci scudetti delle Divisioni italiane, prima del CSIR poi dell’ARMIR, che non erano soltanto di alpini, come scrive l’Osservatore Romano.
Così come la Madonna del Don non era venerata soltanto dagli alpini, ma da tutti i combattenti di quella sciagurata guerra, in maggioranza tedeschi.
Prova ne sia una seconda apparizione miracolosa della Madonna, apparsa nel 1995 raffigurata su un foglio di carta piegato in quattro, quando si ricostruì la vecchia chiesa di Volvograd; tra i mattoni del recinto esterno alla chiesa fu trovato il disegno raffigurante la Madonna con la scritta in tedesco:
“1942 WEINACHTEN IM KESSEL FESTUNG STALINGRAD LIGHT LEBEN LIEBE”
“NATALE 1942 NELLA FORTEZZA A STALINGRADO LUCE VITA AMORE”


Fu deciso che quella immagine sarebbe stata la Patrona di Stalingrado e furono riportate intorno all’icona costruita a Volvograd le stesse parole in russo. Il rito della riconsacrazione della chiesa avvenne nel dicembre 1997.
Perciò sarebbe bene spiegare all’Osservatore che quella Madonna non era la protettrice soltanto degli alpini.
2. IL MUSEO DEDICATO AL MULO
Intorno alla Tomba di Nerone (che voleva fare senatore il proprio cavallo), giustamente gli alpini romani guidati da Silvano Leonardi vorrebbero costruire il “Museo dei muli d’Italia”, ma non riescono a spuntarla, pur con tanti appelli a tante persone.
Vorrei raccontare la mia storia di aspirante ideatore dello stesso museo: nell’anno 1992 avevo avuto dal Capo di SME l’autorizzazione a organizzare il museo nella casermetta della Scuola di Artiglieria, a Manziana, dove fino a qualche anno prima si addestravano coi muli gli allievi ufficiali dell’artiglieria da montagna. Era il luogo ideale.
Tutti i comandanti riconobbero l’idea positiva e utile, per non disperdere al vento un patrimonio di conoscenze molto interessante; io entusiasta iniziai i progetti, poi i lavori, accantonando nella casermetta un primo blocco di materiali, senza trovare alcuna difficoltà, anzi erano tutti contenti perché quella casermetta non serviva più.
Stavano già per iniziare i lavori definitivi quando venni colpito da una grave invalidità, e come per incanto tutto finì, perché nessuno voleva continuare il lavoro e nessuno credeva più in quell’idea.
Così, caro Leonardi, é la vita: se lei riuscirà a portare in porto la sua idea io prometto che porterò tra i senatori il mio mulo Zaffiro, con la carretta di battaglione, piena di opere d’arte sui muli.

GIARDINO CADUTI SUL FRONTE RUSSO
Bravo Leonardi! E’ riuscito a ottenere l’area per ricordare i nostri caduti sul fronte russo, nonostante il disinteresse dilagante dei nostri amministratori, e di tanti altri.
E’ un ottimo risultato in questi tempi di disarmo morale e di grande voglia di dimenticare ciò che hanno fatto i nostri soldati, dei quali ci si ricorda soltanto nel momento del bisogno, come sempre succede dopo una guerra.
Ora non si aspetti troppo dagli “amministratori”: raccolga lei dei volontari alpini per bonificare quell’area e dia a tutti uno “schiaffo morale” come si meritano.
PGF



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